Nike 'sfida' Trump: è l'odiato Kaepernick il nuovo testimonial
Il giocatore di football americano che ha lanciato il boicottaggio dell'inno protagonista della nuova campagna pubblicitaria. E il web si divide

Non gioca da gennaio 2017, ma Colin Kaepernick è il giocatore di football americano più celebrato e odiato negli Stati Uniti per aver lanciato il boicottaggio dell'inno americano che ha fatto infuriare Donald Trump. Non solo: adesso è diventato ufficialmente anche uno dei protagonisti della nuova campagna pubblicitaria della Nike. Il primo piano del suo volto dell'atleta è accompagnato da uno slogan inequivocabile: "Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto". L'immagine in bianco e nero, postata su Twitter, ha rapidamente 'infiammato' i social network.

 

 

Dal momento che l'ex quarterback di San Francisco è diventato, nel 2016, il volto della rivolta contro la violenza della polizia contro i neri, la campagna pubblicitaria Nike è stata applaudita da alcuni e attaccata da altri, che hanno promesso di boicottare il marchio. A due giorni dall'inizio della stagione 2018 della Nfl, il principale campionato di football americano, la Nike ha sferrato sicuramente un duro colpo in termini di marketing, entrando in un caso che ha diviso il paese per quasi due anni ed è estremamente irritante per il presidente degli Stati Uniti. Nonostante Kaepernick sia senza squadra dal gennaio 2017, data della fine del suo contratto con San Francisco, Nike ne ha fatto uno dei suoi testimonial accanto alla regina del tennis femminile Serena Williams e alla star Nba LeBron James nel trentennale del leggendario slogan 'Just Do It'.

"Crediamo che Colin sia uno degli sportivi più carismatici della sua generazione, che usa il potere dello sport per cambiare il mondo", ha detto a Espn Gino Fisanotti, vicepresidente di Nike per il Nord America. La scelta del colosso di abbigliamento sportivo non è esente dei rischi perché è tra i fornitori delle divise Nfl, alla quale Kaepernick ha fatto causa. Senza contare che il marchio, noto per le sue innovative campagne pubblicitarie, si è esposto all'ira di Trump. Il presidente degli Stati Uniti dallo scorso autunno ha combattuto una personale battaglia contro gli atleti che, ispirati da Kaepernick, si inginocchiano o sollevano un pugno, a testa bassa, durante l'inno americano prima di ogni partita. Per Trump e parte del pubblico americano si tratta di atti antipatriottici, un insulto ai militari che hanno prestato servizio e sono morti sotto la bandiera americana.

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