Nigeria, Boko Haram: storia di una setta tra fede e terrorismo

Torino, 28 lug. (LaPresse) - Boko Haram è un gruppo militante islamista attivo nel nord della Nigeria. E' stato fondato a Maiduguri nel 2002 con il nome Gruppo della gente della Sunna per la propaganda religiosa e il jihad (Jamaat Ahl al-Sunna li al-Daawat wa al-Jihad), sostituito però comunemente da quello in lingua hausa Boko Haram, ovvero 'l'educazione occidentale è peccato'. Nato come gruppo salafita, si è trasformato in un gruppo salafita jihadista. Il fondatore fu Mohammed Yusuf, religioso e protagonista di diversi attentati, arrestato nel luglio 2009 e morto pochi giorni dopo durante scontri. Gli è succeduto Abubakar Shekau, attuale leader. I suoi seguaci sarebbero influenzati dalla frase del Corano che afferma: "Chiunque non sia guidato da ciò che Allah ha rivelato è un trasgressore". Il gruppo promuove un tipo di islam secondo cui è proibito (haram) partecipare a ogni attività politica o sociale che sia legata alle abitudini occidentali. Queste attività vanno dal voto, all'istruzione all'abbigliamento, fino al contrastare il governo centrale perché ritenuto guidato da non credenti.

ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA. Nel 2013 Boko Haram è stato dichiarato organizzazione terroristica dal dipartimento di Stato Usa. Nel maggio 2014 il Consiglio di sicurezza Onu l'ha aggiunto alla lista delle organizzazioni colpite da sanzioni affiliate ad al-Qaeda e al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Il gruppo è attivo nel nord della Nigeria, negli Stati di Borno, Adamawa, Kaduna, Bauchi, Yobe e Kano. Nel maggio 2013 il presidente Goodluck Jonathan ha dichiarato lo stato di emergenza negli Stati dove è più forte, Borno, Yobe e Adamawa, inviando le truppe.

GLI ATTACCHI. Boko Haram è diventato noto a livello internazionale per le violenze commesse, in cui sono morte migliaia di persone. Ha dato il via ad attacchi e operazioni militari contro stazioni di polizia e altri edifici governativi a Maiduguri nel 2009, con lo scopo di fondare uno Stato islamico. Le azioni, inizialmente condotte da uomini armati su motociclette contro poliziotti, autorità e religiosi critici nei loro confronti, si sono poi allargate ad attentati nel nord e nel centro del Paese con bombe contro chiese, pullman, locali, caserme, sedi Onu.

MIGLIAIA DI VITTIME. Nel 2014 Boko Haram ha ucciso oltre 6.030 civili, mentre dal 1 giugno 2011 le vittime sono stimate a 12.600 (dati: Nigeria Security Tracker, Council on Foreign Relations). A maggio 2014, il presidente Jonathan aveva parlato di 12mila morti e 8mila mutilati, mentre centinaia di persone erano sfollate dalle loro case.

DA MAIDUGURI ALLA FORESTA DI SAMBISA. L'esercito schierato contro il gruppo ha spinto i combattenti ad allontanarsi in gran parte dall'area di Maiduguri, spostandosi nella foresta di Sambisa vicino al confine con il Camerun. Da questa zona, Boko Haram ha lanciato diversi attacchi contro villaggi, compiendo saccheggi, uccidendo e devastando le proprietà.

IL RAPIMENTO DI 200 STUDENTESSE. L'azione più eclatante, che ha acceso i riflettori a livello mondiale sul gruppo, è stata il sequestro di 200 studentesse ad aprile da una scuola di Chibok, nello Stato di Borno. Boko Haram ha annunciato che le avrebbe trattate come schiave e costrette a sposarsi, chiedendo in cambio della loro liberazione che fossero scarcerati militanti del gruppo. Parte delle ragazze è riuscita a fuggire, mentre altre restano nelle mani dei rapitori, nella foresta e in villaggi anche oltre confine. Una campagna di pressione mondiale, 'Bring back our girls', ha chiesto la loro liberazione, tra le polemiche sul governo accusato di non fare abbastanza.

ATTACCHI CONTRO LE SCUOLE. Tra gli obiettivi del gruppo islamista ci sono le scuole, simbolo dell'educazione occidentale che è suo obiettivo combattere. Tra gli attacchi di questo tipo, nel luglio 2013 una sparatoria contro una scuola di Yobe ha ucciso 42 persone, in gran parte studenti, e nel settembre dello stesso anno un assalto ha causato la morte di altri 40 in un college a Gujiba. Nel 2014, oltre al sequestro di Chibok, a febbraio un attacco contro una scuola ha provocato la morte di 40 ragazzini.

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