Netanyahu: "L'Iran ha mentito, ecco le prove che ha dossier nucleari segreti"
L'accusa del premier israeliano : "Provano a produrre armi atomiche"

"Stasera riveleremo prove nuove e definitive del programma segreto per armi nucleari che l'Iran nasconde da anni alla comunità internazionale nel suo archivio atomico segreto". Si è aperto così il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla nazione, trasmesso sulle tv dopo essere stato annunciato nel primo pomeriggio dall'ufficio del primo ministro, che anticipava un intervento su "sviluppi significativi" per l'accordo sul nucleare iraniano.

Netanyahu ha detto di avere nuove "prove" di "dossier nucleari segreti" dell'Iran, dai quali emergerebbe che Teheran starebbe provando a ottenere armi nucleari. "L'Iran ha mentito", ha dichiarato. Le prove sarebbero migliaia di file ottenuti "poche settimane fa in un grande successo di intelligence", che scorrevano dietro Netanyahu durante il suo discorso nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv. 

Il premier israeliano ha detto che sono le "copie esatte" di documenti ottenuti dall'intelligence israeliana da un deposito secreto a Teheran. Ci sono - sostiene Netanyahu - 55mila pagine di prove e altri 55mila file su 183 cd; che a suo dire contengono documenti, mappe, presentazioni, foto e video compromettenti. E precisa che tutto il materiale è stato condiviso con gli Stati Uniti e sarà consegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

Sono "pseudo-rivelazioni": ha liquidato le accuse l'Iran. Il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif - che fu tra  l'altro il capo negoziatore iraniano all'epoca della firma dell'accordo con le sei potenze mondiali, nel 2015 - parla di  "tempistica coordinata" e "presunte rivelazioni di intelligence  da parte del ragazzo che grida al lupo al lupo, pochi giorni prima del 12 maggio". "Trump sta approfittando di un rimaneggiamento di vecchie accuse già trattate dall'Aiea per affossare l'accordo".

La notizia giunge all'indomani della visita del segretario di Stato Usa Mike Pompeo in Israele e di una telefonata fra Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump avvenuta sabato. In un momento peraltro particolare, visto che Trump ha tempo fino al 12 maggio per decidere se intenda o meno restare nell'accordo sul nucleare.

Trump si è sempre detto contrario all'intesa del 2015 fra Teheran e i Paesi del 5+1. E contrario è anche Netanyahu, secondo il quale l'accordo non impedisce a Teheran di dotarsi di armi nucleari e l'alleggerimento delle sanzioni ha aumentato la capacità di Teheran di finanziare militanti in Medioriente. Ieri Emmanuel Macron, Theresa May e Angela Merkel hanno espresso in modo unanime il loro appoggio all'accordo.

 

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