Navalny, Ue prepara lista sanzioni. Mosca avverte: Ci saranno conseguenze
Navalny, Ue prepara lista sanzioni. Mosca avverte: Ci saranno conseguenze

Ambasciatori Ue stilano la lista delle personalità che verranno colpite dalle misure europee

L'Unione europea è decisa a proseguire sulla strada delle sanzioni contro la Russia per l'avvelenamento dell'oppositore Alexei Navalny. Gli ambasciatori Ue, riuniti a Bruxelles, hanno stilato la lista delle personalità che verranno colpite dalle misure europee. Secondo le prime anticipazioni, filtrate sui media, si tratterebbe di sei persone fisiche e di un ente in Russia. Le sanzioni sono state concordate lunedì durante il vertice dei ministri degli Esteri dell'Unione. A dare la notizia era stato lo stesso Alto rappresentate Josep Borrell, che aveva annunciato l'accettazione da parte di tutti gli Stati membri della proposta avanzata da Francia e Germania per il congelamento dei beni delle persone sospettate dell'avvelenamento di Navalny. Le misure, che comprendono anche i divieti di viaggio, dovranno essere perfezionati mediante una procedura scritta e potrebbero essere attuate entro pochi giorni.

La Russia ha condannato la mossa dell'Ue che rischia di incrinare pesantemente i rapporti tra i due partner. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha rimproverato all'Occidente, e in particolare ai tedeschi, di non aver voluto condividere con Mosca la documentazione in loro possesso che, secondo Berlino e Bruxelles, dimostrerebbe la colpevolezza russa. "Noi siamo interessati a scoprire la verità come nessun altro", ha detto il ministro in conferenza stampa, al termine del bilaterale con l'omologo italiano Luigi Di Maio, "i fatti - relativi alla permanenza di Navalny in Russia - sono conosciuti e accertati", mentre l'Occidente "non condivide le informazioni che ha", che sono le uniche che devono essere ancora appurate, si è difeso Lavrov. "Finché non avremo accesso ai fatti", ha aggiunto il capo della diplomazia russa, "non potremo prendere sul serio le prediche dell'Occidente".

Il massimo diplomatico russo ha poi accusato l'Unione europea di aver cambiato atteggiamento in politica estera, lasciandosi condizionare dalle pressioni degli Stati Uniti. Secondo Lavrov infatti Bruxelles ha "sostituito l'arte diplomatica con le sanzioni", in linea con le politiche di Washington. Il ministro ha quindi avvisato gli europei che "la linea che si sta perseguendo non potrà essere priva di conseguenze", e ha invece lodato "la posizione costruttiva italiana" rispetto ai passi ostili mossi dall'Ue e da alcuni suoi membri definiti "russofobi". Il ministro Di Maio, da parte sua, ha ribadito, nel corso della conferenza stampa congiunta a Mosca, l'invito alla Russia a "portare avanti in tempi certi un'inchiesta giudiziaria" che "faccia piena luce su quanto accaduto e assicuri alla giustizia i responsabili". Lo stesso Di Maio ha precisato che nei rapporti tra Unione europea e Russia "l'Italia resta convinta del proprio approccio: da una parte non rinunciare al sostegno del rispetto dei diritti umani ma dall'altra tiene aperti i canali di dialogo e di cooperazione" con la Federazione russa.

L'oppositore Alexei Navalny, noto per le sue inchieste anti-corruzione, ha avuto un malore lo scorso 20 agosto su un volo di ritorno a Mosca dalla città siberiana di Tomsk. L'aereo ha quindi fatto un atterraggio d'emergenza a Omsk, dove l'attivista è stato ricoverato in terapia intensiva. Al termine di un braccio di ferro diplomatico, il politico è stato poi trasferito in Germania, e ricoverato all'ospedale Charité di Berlino, da cui è stato dimesso lo scorso 23 settembre, dopo 32 giorni di ricovero, 24 dei quali in terapia intensiva. Secondo gli esperti del laboratorio specializzato dell'esercito tedesco, il 44enne è stato avvelenato con l'agente nervino di era sovietica Novichok, una prova del coinvolgimento di Mosca. Lo stesso Navalny, in un'intervista rilasciata al settimanale tedesco Der Spiegel, ha puntato il dito contro il Cremlino: "Dietro il mio avvelenamento c'è Vladimir Putin, non ho un'altra versione di quanto accaduto".

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