Navalny, Berlino: Avvelenato con Novichok. Cremlino: In Russia nessun veleno
Navalny, Berlino: Avvelenato con Novichok. Cremlino: In Russia nessun veleno

Per Merkel si è trattato di un "tentato omicidio" per "mettere a tacere" l'oppositore di Putin

Nuovo capitolo della vicenda di Alexei Navalny: il 44enne oppositore di Vladimir Putin è stato avvelenato in Russia con l'agente nervino Novichok, lo stesso usato per l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal nel 2018 nel Regno Unito. L'annuncio del governo tedesco - giunto per bocca del portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert - ha creato uno spartiacque nel caso: da adesso in poi "il mondo aspetterà risposte" da Mosca perché ci sono "domande molto serie a cui solo il governo russo può e deve rispondere", ha chiarito la cancelliera. Per Merkel si è trattato di un "tentato omicidio" per "mettere a tacere" Navalny, cosa che la Germania "condanna nei termini più forti".

Il Cremlino, dal canto suo, precisa che prima del trasferimento a Berlino erano stati effettuati dei test e non era stato individuato nessun veleno. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, all'agenzia Interfax dice che Mosca è pronta a collaborare con Berlino, ma aggiunge di non potere al momento dare una "risposta qualificata" sul Novichok.

Navalny, 44 anni, si è sentito male il 20 agosto su un volo di ritorno a Mosca dalla città siberiana di Tomsk. L'aereo ha allora fatto un atterraggio d'emergenza a Omsk, dove è stato ricoverato in terapia intensiva, in coma. Lo staff di Navalny ha subito sostenuto che si fosse trattato di un avvelenamento, puntando il dito contro il Cremlino: avrebbe bevuto un the avvelenato in aeroporto. Al termine di un braccio di ferro diplomatico, il politico noto per le sue inchieste anti-corruzione era stato trasferito a Berlino, nell'ospedale Charité, i cui medici già la scorsa settimana avevano annunciato che c'erano indicazioni che fosse stato avvelenato.

È su mandato del Charité che un laboratorio militare tedesco ha condotto le analisi. Risultato, ha riferito il governo di Berlino, "prove indubitabili" della presenza nel corpo di Navalny di un agente nervino di tipo Novichok. Per l'esecutivo guidato da Merkel, "uno sviluppo inquietante" che Mosca deve chiarire con urgenza. La Germania informerà i suoi partner dell'Ue e della Nato e, alla luce della risposta della Russia, discuterà con loro "una reazione congiunta appropriata". Berlino ha anche convocato l'ambasciatore russo, esprimendo il suo invito a indagare sul caso "in modo completo e in totale trasparenza".

Dall'ospedale Charité, intanto, fanno sapere che i sintomi di Navalny migliorano ma le sue condizioni restano gravi e, soprattutto, non si possono ancora escludere conseguenze di lungo termine dovute all'avvelenamento.

Novichok, che in russo significa 'nuovo arrivato', indica un gruppo di agenti nervini sviluppati dall'Unione sovietica negli anni '70 e '80, che agiscono bloccando i messaggi dai nervi ai muscoli provocando il cedimento di diverse funzioni del corpo. Fu usato nel 2018 per avvelenare l'ex agente russo Skripal e la figlia Yulia a Salisbury: i due riuscirono a sopravvivere ma successivamente una donna che era stata esposta alla stessa sostanza morì in ospedale. "Sono stata informata dalla cancelliera Merkel che il leader dell'opposizione russo Navalny è stato attaccato con un agente nervino, nel suo stesso Paese. Questo è un atto spregevole e codardo, ancora una volta", ha commentato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

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