Morto in Cile il generale Contreras. Guidò la polizia segreta di Pinochet

Santiago del Cile (Cile), 8 ago. (LaPresse/EFE) - Dopo una lunga malattia, a 86 anni è morto il generale cileno Manuel Contreras, capo della polizia segreta negli anni della dittatura di Augusto Pinochet e condannato a 505 anni di carcere. Ricoverato all'ospedale militare di Santiago del Cile, dove negli ultimi giorni era sottoposto a sole cure palliative per alleviare il dolore, è morto senza essersi mai pentito dei suoi crimini commessi negli anni più bui della repressione. Piochet lo aveva incaricato, subito dopo il colpo di Stato dell'11 settembre 1973, della polizia segreta, quindi sotto di lui avvennero le torture, i sequestri e gli omicidi degli oppositori politici. Contreras era affetto da tumore al colon, ipertensione e una forma di diabete che aveva colpito i reni, costringendolo alla dialisi tre volte al settimana.

La sua morte è stata accolta da una folla che si era radunata all'esterno della clinica, in cui decine di persone hanno scandito la parola 'assassino'. Oltre alla condanna a 505 anni di detenzione per i crimini commessi tre il 1973 e il 1990, era coinvolto in altri 56 processi ancora in corso. Giovedì, il presidente del Partito comunista del Cile, Guillermo Teillier, aveva chiesto al ministro della Difesa, José Antonio Gomez, di degradare il generale prima della morte. Chiedeva il motivo per cui il provvedimento non fosse ancora stato applicato, nonostante il codice penale militare lo preveda in caso di ergastolo o pena di morte.

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