Morte sospette killer di Kim Jong-nam: arrestata donna birmana
E' stato un omicidio "brutale e disumano" dice il premier della Corea del Sud

Potrebbero essere morte le due donne sospettate di aver assassinato all'aeroporto di Kuala Lumpur, in Malesia, Kim Jong-nam, fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un. Lo riporta la Nippon News Network, citando fonti del governo nipponico, secondo cui le due donne potrebbero essere state uccise da un altro agente. Questa mattina il governo della Malesia ha diffuso un'immagine di una delle due donne girata dalle telecamere di sorveglianza del Terminal.

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Una donna della Birmania è, invece, stata arrestata al Terminal 2 dell'aeroporto di Kuala Lumpur nell'ambito dell'indagine della morte di Kim Jong-nam. Lo riporta il sito di informazione malese Bernama.

BRUTALE E DISUMANO. L'omicidio in Malesia di Kim Jong-nam è "brutale e disumano". Lo ha detto il primo ministro e presidente facente funzioni della Corea del Sud, Hwang Kyo-ahn, nel corso di un vertice di emergenza convocata dall'esecutivo sul caso. Il portavoce del ministero per l'Unificazione, Jeong Joon-hee, dice che le autorità di Seul sono convinte che Kim Jong-nam sia stato assassinato. "La polizia della Malesia - ha spiegato - sta conducendo l'indagine sull'omicidio e deve ancora annunciare i risultati", "Seul sta collaborando da vicino con il governo malese".

Fino ad ora le autorità della Male sia hanno confermato solo la morte di un cittadino nordcoreano di nome Kim Chol, nato nel 1970, come si evince dai documenti trovati in suo possesso, morto nel trasporto tra l'aeroporto di Kuala Lumpur verso l'ospedale. Seul sostiene che si tratti però del fratellastro del leader di Pyongyang. Nel vertice di emergenza tenuto a Seul, i servizi di intelligence hanno segnalato che, da quanto emerge dagli indizi, la morte è avvenuta per avvelenamento, anche se è attesa l'autopsia in programma per oggi.
 

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