Monti: Sì al riconoscimento della Palestina

Roma, 29 nov. (LaPresse) - "L'Italia ha deciso di dare il proprio sostegno alla Risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato non membro Osservatore Permanente all'Assemblea generale delle Nazioni unite". Con questo annuncio a poche ore dal voto al Palazzo di vetro, il presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto sapere che l'Italia si unirà ad altri Paesi europei come Spagna, Francia, Iralanda, Grecia, Danimarca e Norvegia, che già hanno confermato il proprio sì alla richiesta palestinese. Questa mattina la Germania aveva invece fatto sapere che si asterrà.

La decisione sul voto, si legge nel comunicato, "è parte integrante dell'impegno del governo italiano volto a rilanciare il Processo di Pace con l'obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento". Con questo obiettivo, fa sapere ancora Palazzo Chigi, "il Governo si è adoperato in favore della ripresa del dialogo e del negoziato, moltiplicando le occasioni di incontro con le parti coinvolte nel conflitto mediorientale, in particolare da parte del presidente del Consiglio, ricevendo conferma della loro volontà di riavviare il negoziato di pace e giungere all'obiettivo dei due Stati". La decisione, si legge nella nota, "è un incoraggiamento a proseguire sulla strada del dialogo e contro ogni estremismo", ma "la nascita di uno Stato di Palestina membro a pieno titolo dell'Onu potrà arrivare solo ed esclusivamente con il negoziato e l'intesa diretta tra le parti".

Per spiegare la decisione, il presidente del Consiglio Mario Monti, ha telefonato al presidente dell'Anp Mahmoud Abbas e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Sostenendo la risoluzione, l'Italia ha anche chiesto "al presidente Abbas di accettare il riavvio immediato dei negoziati di pace senza precondizioni e di astenersi dall'utilizzare" il voto "per ottenere l'accesso ad altre Agenzie Specializzate delle Nazioni Unite, per adire la Corte Penale Internazionale o per farne un uso retroattivo". Al premier israeliano, Monti ha invece "ha garantito il fermo impegno italiano ad evitare qualsiasi strumentalizzazione che possa portare indebitamente Israele, che ha diritto a garantire la propria sicurezza, di fronte alla Corte Penale Interna".

Nel corso del 2012, il governo fa notare di aver consolidato il rapporto "già eccellente" con Israele, dove Monti si è recato due volte negli ultimi mesi: dapprima ad aprile, e poi lo scorso 25 ottobre, insieme ad alcuni ministri del governo, in occasione del Terzo Vertice Intergovernativo, durante cui sono stati firmati diversi accordi di collaborazione bilaterale. "Ribadendo la centralità che per l'Italia e per l'Ue ha il Processo di pace - si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi - Monti ha manifestato la convinzione che l'assetto finale si possa basare sul principio dei due Stati per due popoli, con lo Stato palestinese che sia patria del popolo palestinese, e lo Stato d'Israele come Stato ebraico, riconoscendone la legittima aspirazione quale patria del popolo ebraico". Monti ha anche "manifestato sostegno agli sforzi dell'Autorità Nazionale Palestinese e alla leadership moderata del presidente Abbas e del Primo Ministro Fayyad per riavviare il negoziato di pace, contro ogni violenza e a favore del dialogo come unica strada verso una soluzione duratura del conflitto".

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