Migranti, Turchia minaccia Ue: 18mila migranti al confine. Grecia li respingere
Migranti, Turchia minaccia Ue: 18mila migranti al confine. Grecia li respingere

Ankara annuncia l'apertura dei suoi confini con l'Unione europea, nel tentativo di mettere sotto pressione Bruxelles

Una nuova ondata migratoria rischia di abbattersi sull'Europa. Mentre infuria la battaglia di Idlib, in Siria, centinaia di rifugiati cercano di scappare in Turchia. Ankara, a sua volta, annuncia l'apertura dei suoi confini con l'Unione europea, nel tentativo di mettere sotto pressione Bruxelles, già alle prese con il Coronavirus. Il presidente della Turchia, Recep Erdogan, sostiene che 18mila migranti abbiano attraversato i confini anatolici, e che si potrebbe arrivare a quota 30mila nei prossimi giorni.

Durante un discorso al suo partito Akp, il presidente turco Recep Erdogan sottolinea che Ankara non può gestire i nuovi arrivi, e per questo aprirebbe i cancelli verso l'Unione. Il Sultano se la prende poi con Vladimir Putin, sostenitore del regime siriano che sta lottando per il controllo di Idlib. Putin "si deve fare da parte", dice Erdogan.

Le forze armate turche avrebbero distrutto un deposito di armi chimiche del governo siriano, il quale però nega di avere questi armamenti. Secondo il 'Sultano', finora sono stati uccisi più di 2mila elementi del regime di Bashar al-Assad, e neutralizzati quasi 300 veicoli. Stanotte scadrà l'ultimatum di Erdogan, che minaccia di colpire duramente la Siria se non saranno ritirati i soldati entro i confini stabiliti dall'accordo turco-russo a Sochi nel 2018.

Sul fronte migranti, la situazione è tragica: l'apertura dei confini avrebbe generato una vera e propria marea umana al confine con la Grecia, che fa sapere di aver respinto sino ad ora 4mila migranti che tentavano di entrare "illegalmente" dalla Turchia. Le forze armate elleniche, per bloccare gli arrivi e disperdere le folle, hanno sparato lacrimogeni. "Il governo è determinato a fare tutto il necessario per tenere sotto controllo il confine", dice il portavoce Stelios Petsas, citato dalla Cnn. E il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis monitora la situazione in una riunione d'emergenza con alti funzionari, militari e guardia costiera.

Nel frattempo, anche Bulgaria e Ungheria aumentano la sicurezza ai loro confini: hanno la certezza che la rotta balcanica tornerà ad essere molto trafficata. Il problema è che Erdogan è stato indebolito dalla tragica morte, giovedì scorso, di 33 soldati turchi che lottavano a Idlib. Anche per questo, dopo aver acconsentito ad accogliere 3,7 milioni di rifugiati siriani in cambio di fondi europei, accusa Bruxelles di non rispettare le promesse.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata