Migranti, ronde 'soldati di Odino' da Finlandia a Estonia
Pattugliamento delle strade per proteggere dagli immigrati: dietro la sigla militanti di estrema destra

I cosiddetti 'soldati di Odino', cioè i militanti di estrema destra che hanno avviato ronde di pattugliamento delle strade in alcune città della Finlandia dicendo di volere proteggere i cittadini dagli immigrati, hanno cominciato a comparire anche in altri Paesi del nord Europa, come Estonia e Norvegia. I membri del gruppo, che sostengono di volere essere gli occhi e le orecchie della polizia, indossano tutti giacche nere con sulle spalle disegnato un vichingo con la bandiera nazionale e il nome del gruppo in inglese. Il nome si richiama a Odino, padre degli dei nella mitologia scandinava.

In Estonia hanno avuto il primo meeting a metà febbraio, al quale secondo i media locali hanno partecipato 60 persone. "Non vogliamo che i rifugiati vengano qui", ha detto a Reuters uno dei leader del gruppo in Estonia, Indrek Olm. "Cominceremo a pattugliare in modo da essere sicuri che non facciano niente di illegale", ha aggiunto. Contro i 'soldati di Odino' si è schierato il premier estone: "le gang di pattuglia autoproclamate non aumentano il senso di sicurezza del popolo estone in nessun modo, anzi il contrario", ha scritto su Twitter il primo ministro Taavi Roivas.


In Norvegia hanno svolto la prima ronda il 13 febbraio a Toensberg, città di 42mila abitanti circa 80 chilometri a sud di Oslo. "Il nostro obiettivo principale è evitare la violenza, la vendita di droga e anche le aggressioni sessuali" e "se guardate a questi problemi, purtroppo gli immigrati, e non solo gli immigrati illegali, sono sovrarappresentati in questi casi", ha detto a Reuters Ronny Alte, quando era portavoce dei 'soldati di Odino' in Norvegia; poi ha lasciato il gruppo per differenze di vedute sull'organizzazione. Anche in questo caso le autorità si sono schierate contro le ronde: "I 'soldati di Odino' non hanno nessun posto nel lavoro per tenere le nostre strade sicure. Valori pericolosi", ha scritto su Twitter la premier norvegese Erna Solberg.

Fonte Reuters - Traduzione LaPresse
 

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