Migranti, ong Malta: Accordo segreto con Roma, arrivi sull'isola azzerati

Dal nostro inviato Fabio De Ponte

La Valletta (Malta), 11 nov. (LaPresse) - Mentre il flusso di migranti verso l'Europa continua a crescere, a Malta continua a diminuire. Se tra il 2002 e il 2012 la media era di 1600-1700 arrivi all'anno, nel 2014 sono stati pari a 568 e quest'anno, finora, sono rimasti sotto il centinaio. A spiegarlo è Katrine Camilleri, direttrice della sede di Malta del Jesuit Refugee Service. "Ogni migrante illegale in arrivo - spiega - è trattenuto per un periodo in una struttura chiusa, detentiva, per poi essere spostato successivamente in una aperta. Al momento i centri di Malta sono tutti quasi vuoti".

Il motivo, spiega, "è che vengono tutti portati in Italia. Quindi è chiaro che l'Italia è d'accordo". Il sospetto della ong è che ci sia un accordo tra Roma e La Valletta che possa implicare uno scambio tra la gestione dei migranti e altri interessi, possibilmente in campo energetico. Il presidente maltese Joseph Muscat nega ma "su questa questione - dice Camilleri - c'è una totale mancanza di trasparenza".

La cosa negli ultimi mesi ha avuto qualche richiamo sulla stampa maltese con qualche rimbalzo anche su quella italiana.

Il 15 settembre, riporta il Times of Malta, il ministro dell'Interno dell'isola, Carmelo Abela, ammise che esiste un "accordo informale" che impegna l'Italia a farsi carico dei migranti in arrivo dal Nord Africa. Poi ritrattò, parlando più semplicemente di una "stretta collaborazione". Un paio di settimane dopo l'ambasciatore italiano a Malta, Giovanni de Vito, confermò l'esistenza di un accordo tra Roma e La Valletta che impone una moratoria sulle attività esplorative nelle acque offshore a sudest della Sicilia, oggetto di rivendicazione da parte di entrambi i governi. Si tratta di "accordo tra gentiluomini", spiegò, che ha sospeso ogni attività su 18mila chilometri quadrati di mare finché un accordo formale di esplorazione congiunta non sia raggiunto. Ma ha negato che le due cose - la vicenda dei migranti e l'esplorazione petrolifera - siano legate. L'ambasciata italiana, contattata da LaPresse, conferma le parole dell'ambasciatore al quotidiano maltese.

Nel 2012 - ricostruisce il Times of Malta - l'Italia decise di estendere le proprie rivendicazioni a un'area più ampia delle acque tra i due Paesi. Per Malta questo violerebbe la sua sovranità territoriale, in particolare in una zona vicina alla Libia che ha il maggiore potenziale petrolifero.

Dall'Italia al momento non ci sono conferme di un accordo sui migranti, né dal Viminale, né dalla Farnesina.

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