Migranti, naufragi nell'Egeo: 38 morti, 11 sono bambini
Altre due donne sono morte di freddo dopo aver attraversato a nuoto un fiume che collega Turchia e Bulgaria

​Ancora tragedie nel mar Egeo. Salgono a ventisette i migranti, 11 dei quali bambini, morti oggi nel naufragio al largo delle coste turche mentre cercavano di raggiungere le isole greche. Lo ha annunciato la guardia costiera precisando di aver tratto in salvo quattro persone e di stare continuando le operazioni di ricerca per nove dispersi. Un migrante è stato tratto in salvo da un pescatore e altri tre sono stati salvati dalla guardia costiera. Il barcone è naufragato nel mar Egeo vicino al distretto di Edremit nel nordovest della provincia di Balikesir.

Inoltre, l'agenzia Dogan ha fatto sapere che altri 11 migranti sono morti nel naufragio di un barcone al largo della provincia turca di Smirne.

SUPERANO FIUME A NUOTO E MUOIONO DI FREDDO. Un altro drammatico episodio che coinvolge i migranti in viaggio si è verificato tra la Turchia e la Bulgaria: due donne irachene di 14 e 30 anni sono morte e altre due persone sono in coma per ipotermia, dopo che con un gruppo di profughi hanno attraversato a nuoto un fiume che collega la Turchia alla Bulgaria, in una zona dove le temperature si aggirano attorno agli zero gradi. Lo hanno fatto sapere fonti del ministero dell'Interno di Sofia. Il gruppo, composto da 19 rifugiati tra cui 10 bambini, afferma di provenire dall'Iraq ma non possiede documenti di identità ed è entrato in Bulgaria ieri mattina.

Gli altri rifugiati sono stati trasferiti in ospedale, dove hanno riportato diversi gradi di ipotermia, sono in condizioni stabili e saranno successivamente trasferiti in un centro di accoglienza. Secondo le autorità di frontiera bulgare si tratta di membri di quattro famiglie, abbandonate dai trafficanti di persone nel loro viaggio verso l'Europa.

 

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