Migranti, Juncker apre alla flessibilità dei costi. Renzi: Non tradire Europa

Roma, 27 ott. (LaPresse/Reuters) - La Commissione europea "applicherà la flessibilità alle spese per i rifugiati perchè siamo di fronte ad una situazione di eccezionalità ma tale flessibilità sarà applicata paese per paese purchè siano sforzi straordinari". Con queste parole è arrivata l'apertura da parte di Jean Claude Juncker, durante il suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo in cui però ha precisato che "anche tra i grandi paesi c'è chi non fa sforzi sufficienti".

RENZI: NON TRADIRE IDEA DI EUROPA. Sul tema dei migranti è intervenuto dalla Colombia anche il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi: "Tanta gente in Europa ha paura ancora di accogliere. Si rinchiude nei muri, tradendo l'idea stessa di Europa. Noi italiani continiuamo a far usicre le nostre navi per accogliere centinaia di migliaia di persone che rischiano la vita in mare" ha detto Renzi parlando al Business Forum di Bogotà.


LE PREOCCUPAZIONI DI TUSK. - La crisi dei migranti è "la sfida più grande" per l'Unione europea e rischia di "distruggere conquiste come la libera circolazione del trattato di Schengen" ha invece dichiarato i il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in apertura del suo intervento davanti alla plenaria del Parlamento Ue. "Ciò che è ancora più pericoloso - ha aggiunto - ha il potenziale di creare scosse telluriche nel panorama politico europeo". Secondo Tusk, è "fondamentale assicurare l'unità degli Stati membri e delle istituzioni europee. Insieme potremo affrontare questa crisi. Altrimenti, non voglio immaginare l'alternativa", ha aggiunto.

BAVIERA ALL'ATTACCO. Intanto proprio sul tema dei migranti il premier bavarese Horst Seehofer ha criticato l'Austria accusandola di aver fallito nel gestire il flusso di immigrati e la cancelliera tedesca Angela Merkel per come esso è stato gestito. Seehofer, la cui Csu è alleata della Cdu di Merkel, negli ultimi due mesi si è rivelato uno dei più strenui critici della cancelliera. Ha ripetutamente chiesto limiti al numero di richiedenti asilo accettati in Germania e minacciato di portare il governo federale in tribunale su questo argomento.

In una intervista con il Passauer Neue Presse, ha accusato l'Austria di aver fallito nel coordinare l'afflusso di migranti ai confini con la Baviera, dicendo che questo "danneggia le relazioni di vicinato". Ha poi aggiunto che Merkel ha tempo sino a domenica per rispondere alla sua richiesta sul rallentamento dei richiedenti asilo: "Se questo non succederà, dobbiamo considerare quali altri opzioni abbiamo".

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