Migranti, fotoreporter LaPresse racconta l'arresto in Macedonia
Marco Alpozzi, fermato per aver "attraversato illegalmente il confine", ha dovuto pagare una multa

Per raccontare il viaggio dei migranti che tentano di "forzare" quella 'rotta balcanica' verso il centro Europa che da giorni è stata dichiarata "definitivamente chiusa", il fotoreporter italiano Marco Alpozzi è stato arrestato in Macedonia e ha trascorso ore in un commissariato di Gevgelija. Collaboratore regolare di LaPresse, Alpozzi è stato accusato di aver "attraversato illegalmente il confine", al seguito dei profughi partiti dal campo greco di Idomeni. Per essere liberato ha dovuto pagare una multa di 260 euro, venendo bandito per sei mesi dalla Macedonia.

TRE PERSONE ANNEGATE. Ieri mattina si trovava infatti nel campo profughi sul lato greco della frontiera quando centinaia di persone, in gran parte siriani e iracheni, hanno deciso di sfidare il blocco imposto da Skopje. Per farlo hanno camminato per ore su strade secondarie di montagna, guadando un fiume e un torrente. Nel primo, il corso d'acqua di Suva Reka, due uomini e una donna sono annegati mentre cercavano di raggiungere l'altra sponda. I migranti sono riusciti ad arrivare in Macedonia, dove le forze di sicurezza li hanno bloccati. In serata, il ministero dell'Interno ha fatto sapere che era tutto pronto per riportarli in Grecia, stimando il loro numero a circa 700 persone (prima i numeri erano oscillati sino a 2mila persone). "Siamo di fronte a un tentativo di superare illegalmente la frontiera. La Macedonia non permetterà la riapertura dei confini. La rotta dei Balcani è chiusa", ha dichiarato la presidenza del Paese in serata.

IN CAMMINO DA IDOMENI. "Ero al campo di Idomeni, quando i migranti hanno cominiciato a incamminarsi con l'intenzione di entrare in Macedonia. Io e altri giornalisti e fotografi li abbiamo seguiti. Abbiamo camminato lungo una strada di montagna, fino al punto in cui la barriera di confine si interrompe. Lì si vedevano solo i campi, inframmezzati da pali dietro cui stavano gli agenti macedoni, armati", racconta Alpozzi, tornato in Grecia nella notte. Per poter attraversare il confine bisognava oltrepassare prima un fiume, quello in cui ieri mattina sono annegati alcuni profughi, e poi un torrente. "È in mezzo a quest'ultimo che noi giornalisti siamo stati bloccati dagli agenti macedoni: eravamo su un isolotto quando ci hanno accerchiati e non ci hanno più consentito né di tornare indietro né di proseguire", spiega il reporter.

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