Midterm, regole rigide e cavilli: milioni persone non voteranno

Ogni Stato ha le sue norme e restrizioni sul diritto al voto. I più penalizzati? Gli afroamericani

Milioni di americani non riusciranno a votare nelle elezioni di metà mandato di martedì, a causa delle regole elettorali che a livello statale escludono molti membri delle minoranze. Chi ne subisce il danno, a livello politico, sono i democratici. In vari Stati le regole potrebbero infatti aver un impatto sul risultato. Gli elettori esclusi dal voto perché sono in carcere, in libertà condizionale o in attesa di sentenza negli Usa sono sei milioni. Per gli afroamericani, che sono sovra-rappresentati nel sistema penale americano, è quattro volte più probabile non riuscire a votare rispetto al resto della popolazione, secondo l'ong The Sentencing Project. Le regole variano: in alcuni Stati come Maine e New Hampshire chi è in carcere può votare, mentre in altri come Kentucky, Iowa, Virginia e Florida qualsiasi condanna, anche minore come possesso di marijuana, comporta la revoca a vita del diritto di voto.

In Florida, dove il presidente Donald Trump ha vinto nel 2016 per 112mila preferenze, circa 1,5 milioni di persone non possono votare per questo motivo. Nello Stato, oltre a scegliere il nuovo governatore e i membri del Congresso, martedì gli abitanti decideranno anche se i diritti di voto debbano essere ripristinati per chi sia stato condannato e abbia scontato la propria sentenza, fatta eccezione per i reati più gravi.

Negli Stati Uniti non esiste una carta d'identità nazionale e ogni Stato decide quali documenti possano essere usati per identificarsi ai seggi. Secondo la American Civil Liberties Union, organizzazione per i diritti civili, dal 2000 vari Stati hanno imposto regole restrittive e cavilli al voto. Il North Dakota dal 2016 richiede che gli abitanti presentino un documento che provi l'indirizzo d'abitazione. Un ostacolo per le migliaia di nativi americani che vivono nelle zone rurali dello Stato e che hanno un recapito postale comune. Potrebbero essere respinti ai seggi, dove Heidi Heitkamp, democratica che è stata eletta al Senato nel 2012 con soli 3mila voti di vantaggio, è in corsa per mantenere il seggio. I sostenitori della regola affermano che questo vincolo eviti imbrogli, perché lo Stato non richiede preregistrazione agli elettori.

In Georgia, le informazioni che gli elettori forniscono quando si registrano ai seggi dal 2017 sono stati paragonati a quelli di quando si chiede la patente di guida o un numero di previdenza sociale. In caso di discrepanze, le autorità possono rifiutare la registrazione. Attualmente 53mila richieste sono sospese, il 70% di afroamericani, secondo il Southern Poverty Law Center. La democratica Stacey Abrams, che spera di diventare la prima donna nera eletta governatrice, ha accusato il rivale repubblicano, Brian Kemp, di tentare di influenzare il voto sfruttando il suo ruolo di capo dell'ufficio che monitora le elezioni. Kemp dice che gli elettori possono votare, se chiariscono la loro situazione, e ha accusato Abrams di voler lasciar votare gli immigrati senza documenti. Venerdì un giudice federale ha ordinato allo Stato di cambiare subito la procedura e rendere più facile a chi si sia già identificato provare la propria cittadinanza, cioé circa 3.100 persone. Tuttavia la candidata teme che, anche se le richieste ora sospese saranno approvate, la difficoltà possa spingere gli elettori a non votare.

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