Messico, fossa comune a Iguala: temono famiglie dei 43 studenti scomparsi

Iguala (Messico), 5 ott. (LaPresse/AP) - Una fossa comune con corpi bruciati è stata ritrovata alle porte di Iguala, nel sud del Messico, la cittadina dove dalla scorsa settimana 43 studenti risultano dispersi a seguito di scontri con la polizia durante una manifestazione. Il procuratore dello Stato di Guerrero, Inaky Blanco, non ha precisato quanti corpi si trovino all'interno e si è rifiutato di speculare sull'ipotesi che possa trattarsi degli studenti scomparsi. Un avvocato delle 43 famiglie, Vidulfo Rosales, ha detto ad Associated Press che l'identificazione non è ancora stata effettuata e ha aggiunto che nei giorni scorsi 37 delle famiglie avevano fornito campioni di Dna, che adesso saranno utilizzati per i test. La fossa comune è stata scoperta ieri sera nel quartiere povero di Pueblo Viejo e la zona è stata circondata da un centinaio di soldati, marines e polizia federale e statale. Le vittime sono state "massacrate selvaggiamente", ha detto il governatore dello Stato di Guerrero, Angel Aguirre.

Oggi un gruppo di manifestanti, composto da studenti e familiari degli scomparsi, ha protestato a Chilpancingo, capoluogo dello Stato di Guerrero, bloccando l'autostrada che collega Città del Messico ad Acapulco per chiedere giustizia. 'Li avete presi vivi, li rivogliamo vivi', si legge su uno degli striscioni. Il padre di uno degli studenti scomparsi, parlando a condizione di anonimato, ha espresso comunque dubbi sul fatto che i corpi della fossa comune possano appartenere ai ragazzi. La rabbia era esplosa ieri sera subito dopo il ritrovamento dei corpi: un gruppo di giovani della stessa scuola degli scomparsi, la Scuola normale rurale di Ayotzinapa, ha protestato davanti alla residenza del governatore a Chilpancingo. Quando le autorità hanno riferito che non sarebbe stato permesso loro di andare a vedere la fossa comune per accertare se i corpi fossero dei loro compagni, gli studenti hanno lanciato bombe Molotov e hanno ribaltato un'auto.

La scomparsa degli studenti risale allo scorso 26 settembre, quando nel corso di una protesta della scuola di Aytozinapa scoppiarono scontri con la polizia in cui morirono sei persone. Prima gli agenti spararono contro alcuni bus che erano stati sequestrati dagli studenti in protesta, uccidendo tre giovani e ferendone 25. Poi alcune ore dopo uomini armati a volto coperto spararono contro due taxi e un autobus che trasportavano una squadra di calcio su una vicina autostrada, uccidendo due persone che erano sul bus e una su un taxi. Dopo quegli scontri risultarono scomparsi 57 studenti, ma 14 sono stati ritrovati il 30 settembre, quindi da allora ne mancano all'appello 43.

Il procuratore di Guerrero, Inaky Blanco,ha annunciato che nell'ambito sono state arrestate altre otto persone, che si aggiungono ai 22 poliziotti già arrestati in relazione agli scontri. Blanco spiega che si sta indagando sul ruolo della polizia municipale negli scontri perché gli investigatori hanno ottenuto alcuni video che mostrano che la polizia ha arrestato un numero imprecisato di studenti dopo i primi scontri e li ha portati via. Alcuni degli otto nuovi arrestati sono membri di una gang del crimine organizzato e alcuni di loro hanno dato indizi fondamentali per arrivare alla scoperta della fossa comune, spiega ancora il procuratore. Inoltre Blanco riferisce che gli inquirenti hanno concluso che "alcuni elementi della polizia municipale fanno parte del crimine organizzato".

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