Medioriente, disaccordo tra medici legali su causa morte ministro

Ramallah (Cisgiordania), 11 dic. (LaPresse/AP) - Sono in disaccordo sulla causa della morte i medici legali palestinesi e israeliani che hanno effettuato l'autopsia sul corpo del ministro palestinese Ziad Abu Ain, deceduto ieri a seguito di scontri con soldati israeliani durante una protesta in Cisgiordania. Secondo il medico palestinese, il ministro è morto a seguito di un colpo e non per cause naturali, mentre per l'esperto israeliano il decesso è stato provocato dal blocco di un'arteria coronaria. Nel corso dei tafferugli di ieri un soldato israeliano aveva afferrato Abu Ain per la gola e soldati avevano sparato gas lacrimogeni.

L'autopsia è stata effettuata ieri sera da specialisti palestinesi, giordani e israeliani. Il medico legale palestinese, Saber Aloul, ha fatto sapere che Abu Ain è morto per "un colpo e non per cause naturali". "I risultati dell'autopsia - ha affermato di seguito il ministro della Salute palestinese Jawad Awad - dimostrano che a uccidere Ziad Abu Ain sono state le forze occupanti israeliane". Due medici giordani, ha riferito Awad, hanno firmato il rapporto dell'autopsia, ma i medici israeliani si sono rifiutati di farlo. Secondo gli specialisti israeliani, Chen Kugel e Maya Furman, Abu Ain aveva dei problemi al cuore, tra cui un blocco dell'80% dei vasi sanguigni nel cuore, e di conseguenza era "più suscettibile allo stress". La sua arteria coronaria, hanno affermato i due specialisti, era bloccata a causa di un'emorragia sotto uno strato di placca aterosclerotica, che potrebbe essere stata causata dallo stress. Una lieve emorragia e una pressione localizzata sono state rilevate anche nel collo di Abu Ain. I medici israeliani hanno chiesto di vedere la cartella clinica del ministro palestinese prima di raggiungere altre conclusioni, e il ministero della Salute israeliano ha spiegato che il rapporto non è stato firmato perché si tratta di un documento preliminare, e non definitivo.

Abu Ain, membro di al-Fatah, era ministro per gli Insediamenti e il muro di separazione in Cisgiordania, e aveva organizzato proteste contro le costruzioni israeliane nei territori occupati. Nel 1979 fu arrestato negli Stati Uniti e due anni dopo fu estradato in Israele, dove fu condannato all'ergastolo con l'accusa di appartenenza a una cellula che organizzò un attacco in cui morirono due israeliani. Nel 1985 fu liberato nell'ambito di uno scambio di prigionieri. Nel corso della seconda Intifada nel 2002 passò un anno in detenzione amministrativa senza un'incriminazione né processo.

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