Marocco, turiste scandinave uccise: arrestato uno svizzero

La danese 24enne Louisa Vesterager Jespersen e la 28enne norvegese Maren Ueland sono state uccise nella notte fra il 16 e il 17 dicembre nel sud del Paese

Un uomo svizzero è stato arrestato in Marocco. L'uomo, che viveva in Marocco, è stato arrestato a Marrakesh, ha spiegato l'Ufficio centrale per le indagini giudiziarie.

"Impregnato di ideologia estremista", l'uomo ha anche nazionalità spagnola ed è "sospettato di aver insegnato ad alcune persone fermate come usare gli strumenti di comunicazione delle nuove tecnologie e di averle addestrate a sparare", ha precisato l'ufficio in una nota. L'inchiesta ha rivelato la sua "adesione a operazioni di reclutamento e arruolamento di cittadini marocchini e subsahariani per attuare piani terroristici in Marocco", ha dichiarato l'unità incaricata dell'antiterrorismo marocchina.

Le due escursioniste, la studentessa danese 24enne Louisa Vesterager Jespersen e la 28enne norvegese Maren Ueland, sono state uccise nella notte fra il 16 e il 17 dicembre nel sud del Paese, dove erano in vacanza.

Le autorità di Rabat hanno già arrestato 18 persone per i loro presunti legami con il duplice omicidio, descritto come "terrorismo" dal Marocco. I quattro presunti responsabili principali, catturati a Marrakech nei giorni successivi all'assassinio, appartengono a una cellula ispirata allo Stato islamico, ma "senza contatto" con i leader dell'Isis in Siria o Iraq, ha dichiarato lunedì il capo dell'antiterrorismo di Rabat, Abdelhak Khiam. Uno di loro, Abdessamad Ejjoud, venditore ambulante di 25 anni, è sospettato di essere il capo della "cellula terroristica". È lui che si vede parlare in un video girato una settimana prima dell'omicidio, in cui i quattro principali sospettati dichiarano fedeltà al capo dell'Isis, Abou Bakr al-Baghdadi. Un video che mostra la brutale uccisione delle due donne è inoltre stato diffuso online e ha suscitato profonda commozione in Marocco; le autorità lo considerano autentico, secondo fonti vicine all'inchiesta.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata