Marocco, rimpasto di governo: al via esecutivo 'più ristretto' del Regno
Marocco, rimpasto di governo: al via esecutivo 'più ristretto' del Regno

Il re Mohammed VI ha messo a punto uno snellimento della squadra: resta il premier El Otmani ma viene ridotto il numero dei ministri

Il re Mohammed VI ha portato a termine il rimpasto di governo annunciato a luglio scorso. L'esecutivo, formato giovedì 10 ottobre, resta guidato dal primo ministro ed è il 'più ristretto' nella storia del Regno, "sostenuto da un'architettura governativa razionalizzata e moderna", come si legge in una nota.

Di fatto, la squadra di governo è stata ridotta di un terzo (22 ministri oltre al premier) con un forte atto di razionalizzazione dell'azione pubblica e con un chiaro imperativo di concentrarsi sulle priorità e  promuovere la convergenza e la complementarità, in modo da rispondere ai desiderata del Re. "Questo non è un semplice rimpasto di gabinetto. Questa è una riprogettazione dell'esecutivo", continua la nota governativa in cui si precisa che non si è trattato di un cambiamento "solo per cambiare": infatti, circa la metà dei  ministri dello scorso governo sono stati mantenuti o riassegnati in un altro dicastero, grazie all'efficacia dimostrata nella loro azione. Ma, precisa Rabat, la metà dei ministri sono persone nuove, portatrici di una ventata di freschezza. Inoltre, un quarto sono donne (5 su 22) e uno spiraglio si è aperto sulla società civile, con nuovi profili considerati 'atipici'. Non sono tecnici, però. Quello marocchino resta un governo politico, retto da una solida maggioranza democratica. Sicuramente, si precisa nella nota, è un esecutivo innovativo, concepito come una vera task force e focalizzato sull'efficienza, al di là dei partiti politici.

L'obiettivo di re Mohammed VI era quello di ottenere un governo che riconciliasse l'approccio politico (in quanto guidato da una maggioranza parlamentare), con la ricerca di profili competenti, con personalità che avessero padronanza del ruolo che sono chiamate a svolgere.

In pratica, la 'ristrettezza' dell'esecutivo permetterà di migliorare la coerenza dell'azione di governo oltre che a chiarire le responsabilità. Accorpati i ministeri di Economia e finanze e delle Riforme; uniti i dicasteri della Cultura e dello Sport; eliminato quello per gli Affari generali e la governance; scomparso dall'organigramma quello per la Comunicazione e  le relazioni con la società civile. Al dicastero dell'Industria è stata unita la svolta delle politiche governative: l'economia verde.

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