Marocco, responsabile immigrazione: "È una ricchezza, non ne abbiamo paura"

Un'immigrazione, controllata e regolare, può essere una ricchezza per la società. Ne è convinto Khalid Zerouali, direttore della migrazione e della sorveglianza delle frontiere al ministero dell'Interno, che a LaPresse ha illustrato le linee guida della gestione del fenomeno migratorio del Marocco. Secondo Zerouali, così come un giovane europeo ha il diritto di visitare il mondo anche un giovane africano deve avere questo diritto. Importante, precisa, è proteggerlo perché non cada nelle mani delle reti criminali. DOMANDA. Può delineare le priorità e le linee guida della gestione dell'immigrazione del Marocco? RISPOSTA. Sua Maestà il re nel 2013 ha deciso che il Marocco dovesse adottare una strategia umanista, rispettosa dei diritti umani ma anche inclusiva. Ma parallelamente a questo, la sfida è come preservare questo volto nobile dell'immigrazione dalle reti criminali. D. Come si declina concretamente? R. A vari livelli. Primo, regolarizzare la situazione di soggiorno dei migranti. Riteniamo che l'immigrazione sia una ricchezza per la nostra società, non ne abbiamo paura. Il secondo aspetto è quello del diritto d'asilo: abbiamo trattato le richieste che erano in sospeso per regolarizzare anche la situazione dei richiedenti asilo. In terzo luogo, riformare le leggi che c'erano: c'era una legge sull'immigrazione del 2003, l'abbiamo rinnovata, abbiamo adottato una legge sulla tratta e stiamo per adottare una legge sull'asilo. D. Ha parlato di integrazione dei migranti: riguarda persone che arrivano con l'obiettivo di stabilirsi in Marocco? R. Non si tratta di persone che erano venute inizialmente per stabilirsi da noi, ma Sua Maestà ha offerto questa possibilità alle persone che sono rimaste bloccate qui, che non possono fare la traversata e che non possono tornare nel loro Paese. L'85% delle richieste di regolarizzazione di soggiorno è stato accettato. D. Qual è la vostra posizione rispetto a Europa e Italia sull'immigrazione? C'è qualcosa che a vostro avviso andrebbe migliorato? R. Noi non abbiamo paura dell'immigrazione. Siamo sempre stati un Paese ospitale, di accoglienza, e prova ne è che per un certo numero di Paesi africani il visto non è richiesto. Perché siamo un Paese africano e abbiamo la vocazione africana. Quello che diciamo è che l'immigrazione regolare deve essere incoraggiata, le persone cercheranno sempre di migrare. D. Quali sono le linee guida del re per l'immigrazione? R. Sua Maestà il re ci ha chiesto di regolarizzare la situazione dei migranti, quando tutti dicevano 'farà da richiamo'. E invece no, ci ha permesso di proteggere i migranti dalle reti di trafficanti, perché quando non si hanno documenti si è vulnerabili ma quando si ha un titolo di soggiorno non lo si è più perché si ha accesso a tutti i servizi che diamo in Marocco. In secondo luogo Sua Maestà il re ha una visione ancora più ampia, continentale a livello africano: ritiene che l'Africa debba essere sviluppata e sostenuta perché finché ci sarà questa differenza di sviluppo fra nord e sud le persone continueranno a provare a spostarsi. D. Consiglierebbe all'Italia di seguire questa filosofia del Marocco sull'immigrazione? R. Anche l'Italia è sempre stata un Paese di destinazione, di accoglienza, abbiamo tanti marocchini stabiliti in Italia, che sono ben integrati. Riteniamo che l'immigrazione non può essere che una fonte di ricchezza ma bisogna proteggerla dalle azioni dei criminali, dunque il controllo frontaliero è fondamentale ma è necessario che si iscriva in un processo 'win-win' e sul solco della responsabilità condivisa.