Marocco, dopo proteste re annulla grazia concessa a pedofilo spagnolo

Rabat (Marocco), 3 ago. (LaPresse/AP) - Dopo giorni di proteste in Marocco, re Mohamed VI ha annullato la grazia nei confronti di un cittadino spagnolo accusato di pedofilia. L'uomo, condannato a 30 anni di carcere per aver abusato di 11 bambini, era stato liberato con un provvedimento emesso il 30 luglio a favore di 48 detenuti nelle carceri del Paese nordafricano. La grazia era stata chiesta da re Juan Carlos.

"Sua maestà re Mohamed VI - recita una nota dell'ufficio reale, citata dal quotidiano spagnolo El Pais - ha deciso di procedere a ritirare la grazia accordata in precedenza all'uomo di nome Daniel Galvan Fina, di nazionalità spagnola. Questo ritiro ha un carattere eccezionale ed è stato deciso da sua maestà il re, considerando gli errori che hanno segnato il procedimento, la gravità dei crimini commessi e il rispetto del diritto delle vittime". Come conseguenza di questa decisione, prosegue il comunicato, "il sovrano ha dato istruzione al ministro della Giustizia affinché studi con il suo omologo spagnolo come far diventare effettivo il ritiro di questa misura di grazia".

La liberazione dell'uomo, che ora si crede sia rientrato in Spagna, ha indignato gran parte della società civile. Molte le persone scese in piazza in Marocco per protestare. Venerdì sera la polizia ha represso una manifestazione davanti al Parlamento, nella capitale Rabat, intervenendo duramente e provocando il ferimento di 63 persone.

Oggi, prima di decidere la revoca della grazia, Mohamed VI ha fatto di non essere mai "stato informato in alcun modo o in alcun momento della gravità dei crimini" commessi dallo spagnolo. Il re, recitava una nota emessa dal Gabinmetto del re, "non avrebbe mai consentito" la liberazione se fosse stato a conoscenza delle accuse nei confronti dell'uomo. Il re ha quindi ordinato un'indagine su coloro che si sono resi responsabili di questa "incresciosa liberazione".

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