Marocco, cellula Isis smantellata a febbraio aveva arma biologica
Ministero dell'Interno: "Basta una quantità minima della sostanza per uccidere un uomo"

L'ultima cellula terroristica legata allo Stato islamico smantellata in Marocco lo scorso 18 febbraio aveva a disposizione una "pericolosa arma biologica". Lo riferisce il ministero dell'Interno marocchino, che però nella nota non comunica né il nome né la quantità della sostanza, limitandosi ad aggiungere che è stata ritrovata in un nascondiglio del gruppo ad Al Yadida, 200 chilometri a sud di Rabat. La pericolosità di questa sostanza è tale che "basta una quantità minima per alterare il sistema nervoso umano e causare la morte" di una persona, spiega ancora il ministero.

I 10 sospetti arrestati, fra i quali ci sono un francese convertito all'islam e un minorenne che presumibilmente doveva diventare un kamikaze, avevano utilizzato questa sostanza per fabbricare un composto che avevano intenzione di utilizzare per i "loro progetti terroristici nel Paese".

Dalle informazioni emerse sulla cellula si evince fra i possibili obiettivi c'erano il Parlamento, il centro commerciale 'Morocco Mall' che è il più grande del Paese e due hotel di Essaouira, nonché il principale gruppo dei fosfati del Paese.

 

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