Mali, Francia presenta bozza su appoggio Onu a forza militare nel nord

New York (New York, Usa), 10 ott. (LaPresse/AP) - La Francia ha fatto circolare all'Onu ha una bozza di risoluzione che prevede l'appoggio delle Nazioni unite a una forza militare internazionale che aiuti l'esercito del Mali a riprendere il controllo del nord del Paese, conquistato nei mesi scorsi da militanti islamici. La bozza, ottenuta da Associated Press, dà al segretario generale Ban Ki-moon trenta giorni di tempo per avanzare "raccomandazioni dettagliate e fattibili" per riprendere i territori occupati. A settembre, l'Ecowas (Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale) e il governo ad interim del Mali avevano chiesto al Consiglio di sicurezza di autorizzare un intervento militare. In risposta, l'organismo dell'Onu ha chiesto a sua volta all'Ecowas di preparare un piano "fattibile" con "opzioni dettagliate" per una forza militare, e di coordinarsi con altri Paesi africani e con l'Unione europea.

LA CRISI. Il presidente del Mali Amadou Toumani Touré è stato rovesciato a marzo da un colpo di Stato. La giunta militare che ha preso il potere accusava le dirigenze di non aver fatto abbastanza per combattere la ribellione scoppiata nel nord a inizio gennaio. Dopo il golpe, i tuareg si sono approfittati del vuoto di potere e nel giro di poche settimane sono avanzati nel nord, aiutati da gruppi islamici che poi hanno preso il sopravvento, schiacciando il dominio delle formazioni laiche. Il documento presentato all'Onu accoglie con favore la nomina di un governo di unità nazionale guidato dal presidente ad interim Dioncounda Traoré e chiede di accelerare gli sforzi per rafforzare le istituzioni democratiche e ripristinare l'ordine costituzionale con elezioni credibili. Chiede quindi alle forze armate del Mali di fermare ogni interferenza nel lavoro del governo di transizione.

STOP A LEGAMI CON GRUPPI TERRORISTICI. La bozza francese domanda ai gruppi ribelli di tagliere i legami con le organizzazioni terroristiche, specialmente con al-Qaeda nel Maghreb islamico. Chiede inoltre a tutti i gruppi attivi nel nord di fermare gli abusi sui diritti umani e le violazioni delle leggi umanitarie, tra cui gli attacchi contro i civili, le violenze sessuali e il reclutamento di bambini soldato. La bozza esprime quindi la disponibilità del Consiglio "ad adottare sanzioni mirate contro quei gruppi ribelli che non mettono fine a tutti i legami con le organizzazioni terroristiche". Esorta poi le autorità del governo di transizione e i gruppi ribelli a "intraprendere prima possibile un processo di negoziazione credibile che vada alla ricerca di una soluzione politicamente sostenibile" alla crisi.

LA NOMINA DI PRODI. Ieri il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha investito ufficialmente l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi del ruolo di inviato speciale per il Sahel, regione che include appunto anche il Mali. Ban Ki-moon, ha fatto sapere il portavoce dell'Onu Martin Nesirky, auspica che la leadership di Prodi aiuti a formare e mobilitare una efficace risposta internazionale alla crisi. La Francia nella bozza accoglie con favore la nomina dell'ex primo ministro italiano, sostenendo che Prodi debba "impegnarsi attivamente nella definizione dei parametri di una soluzione globale alla crisi del Mali". - Twitter @ilyleccardi

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