Malala dimessa dall'ospedale, ma l'attivista sarà operata al cranio

Londra (Regno Unito), 4 gen. (LaPresse/AP) - L'attivista pakistana 14enne Malala Yousufzai, ferita alla testa in un attacco dei talebani a ottobre scorso, è stata dimessa dall'ospedale di Birmingham, nel Regno Unito. Il Queen Elizabeth Hospital ha fatto sapere che la ragazza continuerà a essere curata come paziente esterno finché non sarà ricoverata nuovamente a fine mese oppure all'inizio di febbraio per un nuovo intervento chirurgico di ricostruzione del cranio. Malala era stata attaccata precisamente il 9 ottobre scorso nella vale dello Swat e ferita a colpi d'arma da fuoco dai talebani che volevano punirla per il suo attivismo a favore dell'istruzione delle bambine. Successivamente era stata trasferita nel Regno Unito per ricevere cure specialistiche.

I MEDICI SONO OTTIMISTI. Nelle fotografie diffuse dall'ospedale, si vede Malala che sorride timidamente mentre saluta e abbraccia le infermiere. Il team dei medici che segue la giovane, ha spiegato il dottor Dave Rosser, ha valutato che la 14enne trarrà benefici dal periodo che passerà a casa insieme alla famiglia. Gli esperti sono fiduciosi che la Malala potrà riprendersi dopo l'attentato perché il cervello degli adolescenti è ancora in fase di crescita e riesce ad adattarsi ai traumi subiti. "Malala è una giovane donna forte e ha lavorato duramente con le persone che si stanno prendendo cura di lei, il che le ha permesso di fare progressi straordinari", ha detto Rosser, direttore medico dell'ospedale di Birmingham.

L'ATTIVISTA RESTA NEL REGNO UNITO. La ragazza vivrà per ora insieme ai genitori e ai due fratelli nel Regno Unito. Dopo l'attentato di ottobre scorso medici pakistani avevano rimosso la pallottola che era entrata nella testa della giovane attivista dirigendosi verso la spina dorsale. La decisione di trasferire la ragazza nel Regno Unito era stata presa dopo consultazioni con la famiglia e il governo pakistano sta pagando per le cure. Le autorità di Islamabad hanno inoltre nominato il padre di Malala, Ziauddin, addetto dell'ambasciata pakistana per l'istruzione a Birmingham con un contratto iniziale di tre anni, il che vuol dire che la famiglia rimarrà probabilmente per ora nel Paese. Il caso della ragazza ha suscitato sdegno in tutto il mondo e Malala è diventata un simbolo della lotta per i diritti delle donne in Pakistan.

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