Parigi, i leader mondiali commemorano la fine della Grande guerra: "Nazionalismi minano la pace'"

All'Arco di Trionfo le celebrazioni per il centenario dell'armistizio dell'11 novembre 1918. Femen contro il convoglio di Trump

Più di 70 capi di Stato e di governo, tra cui i presidenti americano Donald Trump e russo Vladimir Putin, hanno commemorato a Parigi il centenario dell'armistizio che mise fine alla Prima guerra mondiale. È stata l'occasione per il padrone di casa Emmanuel Macron e per la cancelliera Angela Merkel per lanciare l'allarme sul nazionalismo, al primo Forum sulla pace inaugurato domenica pomeriggio. Un messaggio anche al leader americano, che ha 'boicottato' l'iniziativa. Merkel, Macron, Putin, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e quello canadese Justin Trudeau, il re del Marocco Mohammed VI e il presidente Sergio Mattarella, sono stati tra il leader mondiali che all'Arco di trionfo hanno partecipato nella mattinata alle commemorazioni, sul luogo dove è ricordato il milite ignoto e dove brucia la fiamma del ricordo, in memoria dei 18 milioni di morti nel confitto.

Ultimi ad arrivare alla cerimonia sono stati Trump e Putin. Le foto dell'arrivo del russo sono finite sui media e social media di tutto il mondo: mentre Macron e Merkel lo guardano con il volto serio, Trump sfoggia un largo sorriso; poi, Putin rivolge all'americano un 'thumb up', il segno dell'ok. Ad accogliere l'inquilino della Casa Bianca sugli Champs-Élysées, invece, non sono stati solo i colleghi: tre attiviste del gruppo femminista Femen hanno sfidato le misure di sicurezza per correre verso la sua auto blindata, poi fermate dalla polizia. Sul petto nudo avevano scritte come 'Parata dell'ipocrisia' e 'Gangsta party'. "La gran parte di quei leader è composta da dittatori che non rispettano i diritti umani", ha dichiarato la 24enne Tara Lacroix, una delle militanti fermate. Il dispositivo di sicurezza per l'evento era massiccio, con 10mila agenti dispiegati. L'ultima volta che Parigi aveva accolto così tanti dignitari era stato l'11 gennaio 2015, dopo gli attentati contro Charlie Hebdo e il supermercato ebraico Hyper Cacher.

"Il patriottismo è l'esatto contrario del nazionalismo. Il nazionalismo è il suo tradimento", ha detto Macron nel suo discorso, opponendosi così alle posizioni di Trump e chiedendo nuovamente multilateralismo nella governance mondiale. A margine, Trump e Putin si sono parlati, secondo l'Eliseo, in quello che il russo ha definito un "buon" colloquio che proseguirà a margine del G20 in Argentina. Dopo il pranzo, Trump si è separato dagli altri leader: è andato al cimitero americano di Suresnes, alla periferia della capitale francese, il giorno dopo esser stato criticato per aver cancellato una visita simile a Bois Belleau, citando come causa il maltempo. Mentre Trump rendeva omaggio ai "coraggiosi americani" morti in guerra, discorso dopo il quale sarebbe ripartito per gli Usa, Macron e Merkel parlavano al Forum sulla pace.

Alla Villette, dove erano invitati anche esponenti della società civile, in tema c'erano gli equilibri mondiali e le minacce in corso.  "Nazionalismo, razzismo, antisemitismo ed estremismo rimettono in causa l'orizzonte che il nostro popolo attende", quello della pace, ha detto Macron, seguito dall'intervento di Merkel che ha allertato: "La collaborazione internazionale, un equilibrio pacifico" e "lo stesso progetto di pace europeo sono di nuovo rimessi in dubbio", minacciati da nazionalismi e populismi. Anche il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, ha fatto un intervento a favore di collaborazione, dialogo e pace, opposti a unilateralismo, nazionalismi e rischi di guerra: "Molti elementi oggi hanno paralleli con l'inizio del XX secolo e con gli anni '30, lasciando temere un ingranaggio invisibile".

Altre tre attiviste di Femen avevano già manifestato all'Arco di trionfo sabato mattina, mostrando cartelli con le scritte "Benvenuti criminali di guerra" e "Guerra è pace, libertà schiavitù, ignoranza è forza". Sul loro corpo nudo dalla vita in su, un altro slogan: "Falsi promotori di pace, veri dittatori".

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