Lifeline entra in porto a Malta: otto Paesi Ue accoglieranno i migranti. Salvini: "Altro successo dell'Italia"
All'arrivo verrà aperta un'indagine e la nave sarà sequestrata. I profughi che non hanno i requisiti per l'asilo saranno rimpatriati

Si è conclusa l'odissea della Lifeline. La nave con 233 migranti a bordo, gestita dall'omonima ong tedesca, è approdata in serata nel porto della Valletta dopo sei giorni in mare. Il via libera all'attracco sull'isola è arrivato dopo l'accordo raggiunto fra otto Stati Ue: Malta, Francia, Italia, Lussemburgo, Irlanda, Portogallo, Belgio e Olanda. È in questi Paesi che verranno distribuiti i migranti: ma solo quelli che, dopo un esame allo sbarco, si valuterà che hanno le condizioni per presentare richiesta di asilo; gli altri invece verranno riportati nei Paesi di origine, ha chiarito il premier maltese Joseph Muscat. Spicca l'assenza della Germania dall'accordo: "per come stanno attualmente le cose, non è necessaria un'azione della Germania", ha dichiarato il suo ministro dell'Interno, Horst Seehofer, promotore di una linea dura sull'immigrazione in aperto scontro con la cancelliera Angela Merkel.

Dopolo sbarco, la nave Lifeline sarà sequestrata fino alla conclusione dell'indagine che verrà aperta perché "il capitano dell'imbarcazione ha disobbedito alle regole internazionali" e ora "lo Stato di cui batteva bandiera l'imbarcazione (l'Olanda ndr.) ha confermato che non è nei suoi registri". Muscat ha aggiunto: "È un caso particolare: non si tratta di una questione fra due Stati membri perché il capitano dell'imbarcazione ha disobbedito alle regole internazionali. L'opinione pubblica pensa che si tratti dell'ennesima nave abbandonata in acque internazionali, ma non è così".

Salvini esulta. "La nave fuorilegge Lifeline arriverà a Malta e lì verra bloccata per accertamenti. Altro successo del governo italiano: dopo anni di parole, in un mese arrivano i fatti!", gioisce il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini, che, durante il question Time alla Camera, spiega: "Doneremo altre 12 motovedette alla Libia con conseguente formazione degli equipaggi per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo".
In merito alla direttiva inviata alla guardia costiera di non rispondere agli Sos, il ministro afferma: "Non ho mai messo in discussione questo. Dico solo che non possiamo essere gli unici a farlo, esistono altre Guardie costiere, altre Marine militari che hanno gli stessi diritti e doveri". 

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