Libia, ministro Educazione di Gheddafi condannato a morte

Tripoli (Libia), 31 lug. (LaPresse/AP) - Il tribunale libico di Misurata ha condannato a morte il ministro dell'Educazione del governo di Muammar Gheddafi, Ahmed Ibrahim, per aver incitato alle violenze nel corso della guerra civile. L'ex ministro era accusato di aver incitato i residenti di Sirte, città natale del raìs, a formare gruppi armati per combattere contro i ribelli che miravano a rovesciare il regime. Secondo la legge in vigore in Libia, l'uomo sarà ucciso da un plotone di esecuzione. Non è stata per ora fissata una data per la pena di morte.

Ibrahim è stato anche condannato per aver diffuso notizie false attraverso la stazione radio locale e per aver terrorizzato e demoralizzato la popolazione. Il giudice inoltre lo ha riconosciuto colpevole di aver ucciso un uomo di nome Moftan Sadiq el-Sofrani, dopo averlo sequestrato da un ospedale, e di aver dato ordine di rapire e uccidere cinque altre persone della sua famiglia. L'avvocato di el-Sofrani, Salim Dans, ha spiegato a Associated Press che il caso sarà inviato alla Corte suprema, la quale potrà accettare la sentenza iniziale o l'appello. Gheddafi venne catturato e ucciso dalle forze ribelli libiche nell'ottobre 2011. Pochi giorni fa la stessa corte di Misurata ha condannato a morte per il suo ruolo nella guerra civile Masnour Al-Daw Gadhafi, capo della sicurezza della Guardia popolare, a sua volta catturato dai ribelli.

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