Libia, liberato Gianluca Salviato, rapito a marzo vicino a Tobruk

Roma, 16 nov. (LaPresse) - È stato liberato Gianluca Salviato, rapito in Libia il 22 marzo scorso. Lo conferma la Farnesina, spiegando che il tecnico originario di Martellago, in provincia di Venezia, è atterrato a Roma. Salviato, sequestrato vicino a Tobruk, si trovava in Libia per lavorare per la società di costruzione 'Enrico Ravanelli'. Essendo diabetico, fin dai primi momenti si era temuto per le sue condizioni di salute.

Salviato, 48 anni, dovrebbe poter rientrare a Venezia in serata. I famigliari potranno riabbracciarlo dopo le 14 di oggi pomeriggio a Roma, dove è atterrato questa notte. Salviato, residente a Trebaseleghe, nel Padovano, è originario, come tutta la sua famiglia, di Martellago (Venezia). Dopo le pratiche di rito nella capitale, dovrebbe poter rientrare in Veneto in serata.

MADRE DI SALVIATO: GRANDE GIOIA, E' STATO SECONDO PARTO - "Gianluca ci ha chiamati di persona, ieri sera alle 19.20. Non siamo riusciti a contenerci, non ci potevamo credere, abbiamo cominciato a urlare all'impazzata". A parlare è Cristiana Salviato, sorella di Gianluca, il 48enne tecnico rapito in Libia a Tobruk 8 mesi fa e liberato ieri sera. "Sapevamo che la Farnesina stava lavorando - aggiunge - ci avevano informato ma senza troppi dettagli. Ieri è arrivata la sua telefonata in cui diceva: 'Sto rientrando'. Gioia pazzesca, adesso stiamo andando a Roma, ma credo che non riusciremo ad abbracciarlo prima delle 14. Ringraziamo tanto i tecnici e gli operatori della Farnesina per tutto quello che hanno fatto. Il riscatto? Non sappiamo se sia stato pagato". La telefonata di Salviato ha avuto un effetto particolare su Gelsomina Bergamo, la mamma del tecnico, che in questi mesi si era battuta come un leone, mandando lettere ai ministri e chiedendo aiuto di tutti per capire cosa fosse successo a suo figlio. La donna, ieri sera alle 19.20, è finalmente riuscita a rilassarsi dopo 8 mesi di tensione. "E' stato un secondo parto - ha detto ai figli - come se fosse nato una seconda volta".


GENTILONI: LIBERAZIONE GRANDE GIOCO DI SQUADRA- "Anche Gianluca Salviato stanotte è rientrato in Italia libero. Grazie a unità di crisi, ottimo lavoro servizi, ambasciata. #giocodisquadra". Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.


SINDACO DI MARTELLAGO: E' LA FINE DI UN INCUBO- "E' la fine di un incubo, un nuovo inizio". Il sindaco di Martellago (Venezia) Monica Barbiero può tirare un sospiro di sollievo: la liberazione di Gianluca Salviato, il tecnico rapito in Libia il 22 marzo scorso, ha scatenato la gioia di un intero paese. "Appena ho saputo sono andata questa mattina a salutare la mamma. Erano felicissimi, so che la sorella Cristiana sta andando a Roma a prenderlo. Continuano a dirmi che la Farnesina ha lavorato bene, che li devono ringraziare tutti, ho chiesto se sanno come sta Gianluca: la mamma mi ha risposto che al telefono gli ha detto che stava bene e per lei è bastato".

LE REAZIONI DI FAMILIARI E AMICI DI GIANLUCA SLAVIATO - Gelsomina Bergamo, mamma del tecnico, ha vissuto un'angoscia lunga otto mesi. L'idea di quel figlio diabetico, senza medicine e in mano ai rapitori libici, non la faceva dormire. Intanto al telegiornale continuavano a comparire immagini di prigionieri che venivano decapitati. Altro Paese, certo, ma situazioni simili. "Gelsomina adesso è strafelice - continua il primo cittadino - mi ha detto: 'Ho pianto, poi finalmente ho dormito'. E io sono contenta con loro, sono stata in contatto con la Farnesina che mi chiedeva stare vicina alla famiglia e così ho fatto. E' stata dura. Una festa per il suo ritorno? Faremo sicuramente qualcosa per accoglierlo, domani ci troveremo con giunta in Comune per decidere cosa".

La notizia ha reso felice anche un amico di infanzia di Gianluca Salviato, l'ex sottosegretario allo Sviluppo economico e attuale segretario del Partito democratico provinciale Marco Stradiotto. "Una bellissima notizia - dice - siamo stati tutti in ansia in questi mesi e vicini ai famigliari. Dalla Libia sembrava fosse saltato tutto, ma adesso è finita. Un abbraccio a lui e ai suoi famigliari

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