Libia, Haftar attacca: "Ambasciatore italiano non gradito, Roma cambi politica"
Scontro dopo le frasi di Perrone sulle elezioni presidenziali nel Paese: "Palese interferenza negli affari interni"

"Riteniamo che l'ambasciatore italiano" Giuseppe Perrone "non sia più gradito alla maggioranza dei cittadini libici e che la politica dell'Italia nei confronti della Libia necessiti di radicali cambiamenti, sulla base del pieno e letterale rispetto dell'accordo di amicizia con la Libia". Il generale libico Khalifa Haftar attacca l'Italia dopo le parole di Perrone, secondo cui il Paese dovrebbe affrontare le elezioni presidenziali previste entro la fine dell'anno solo con una solida base costituzionale e con un'adeguata situazione di sicurezza. In un'intervista al giornale online Al-Marsad, pubblicata sul sito web, Haftar spiega: "Le dichiarazioni fatte dall'ambasciatore italiano", interpretate come propense a un rinvio della data, "sono una chiara provocazione al popolo libico e una palese interferenza negli affari interni".

Secondo Haftar, "i libici hanno espresso il loro rifiuto verso queste dichiarazioni e hanno affermato il loro impegno per tenere le elezioni a dicembre, come unica via per uscire dalla crisi attuale. Qualsiasi tentativo di impedire le elezioni è inteso per prolungare la crisi, il protratto stato di divisione e caos e l'aumento delle sofferenze per i libici". Inoltre, il generale della Cirenaica aggiunge: "Né l'ambasciatore italiano, né qualsiasi altro ufficiale, hanno il diritto di interferire in questa materia, che appartiene solo ai libici".

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