Libia, fatto esplodere oleodotto. Vola il prezzo del petrolio
La zona controllata dall'Isis dopo l'espulsione da Sirte. Con l'esplosione persi circa 90mila barili al giorno

Uomini armati hanno fatto esplodere un oleodotto che trasporta il greggio al terminal di Es Sider, nell'est della Libia e si stima che di conseguenza la produzione nazionale sarà ridotta fino a 100mila barili al giorno. È quanto emerge da fonti militari e legate al petrolio.

Foto che circolano sui social network mostrano un'enorme colonna di fumo dovuta all'esplosione. La zona era usata dai combattenti dell'Isis prima che le forze governative li espellessero dalla loro principale roccaforte Sirte un anno fa.

L'oleodotto è gestito dalla Waha Oil, una sussidiaria della National Oil Corporation (Noc) libica che opera come joint venture insieme a Hess Corp, Marathon Oil Corp e ConocoPhillips. In conseguenza dell'esplosione ha interrotto il pompaggio verso il terminal di Es Sider, che si trova sulla costa. Il mese scorso il presidente di Waha Oil aveva riferito che la compagnia pompa 260mila barili al giorno.

Secondo una fonte militare si è trattato di un attacco: spiega che uomini armati sono arrivati sul posto, vicino Marada, a bordo di due auto, e hanno piazzato esplosivi lungo l'oleodotto. Ma la National Oil Corporation afferma che la causa dello scoppio non è chiara.

Per la Noc, la produzione di petrolio ha subìto una riduzione compresa fra 70mila e 100mila barili al giorno. Quel che è certo è che il prezzo del petrolio è schizzato in alto: il barile di Brent guadagna il 2,33% sul mercato di Londra e si porta a 66.77 dollari, mentre a New York il Wti rialza del 2.34% a 59.84 dollari.

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