Libia, decapitato operaio filippino rapito da miliziani

Manila (Filippine), 21 lug. (LaPresse/AP) - Un operaio edile filippino è stato decapitato dai miliziani che lo avevano rapito in Libia, diventando così la prima vittima del suo Paese nella rinnovata violenza nello stato nordafricano. Lo ha riferito il governo di Manila. L'operaio era stato rapito il 15 luglio scorso e il suo corpo decapitato è stato ritrovato ieri in un ospedale di Bengasi, in Libia. "Lo hanno fatto fermare a un posto di blocco. I rapitori, un libico, un pakistano e un filippino, lo hanno presumibilmente individuato perché non era musulmano", ha spiegato il portavoce del Dipartimento filippino per gli affari esteri, Charles Jose.

All'inizio i rapitori avevano chiesto un riscatto di 160mila dollari ai datori di lavoro. Secondo il governo filippino, però, mentre i sequestratori stavano negoziando per il riscatto, l'operaio era già stato ucciso. Il nome dell'uomo non è stato divulgato, come richiesto dai familiari. Il governo filippino sta cercando di far rimpatriare i circa 13mila cittadini del Paese presenti in Libia. Manila ha individuato l'Egitto o la Tunisia come vie di uscita per i suoi cittadini.

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