Libia, cooperazione fra regime e servizi Gb: Cameron chiede inchiesta

Londra (Regno Unito), 5 set. (LaPresse/AP) - Una commissione d'inchiesta dovrà indagare sui rapporti intercorsi fra i servizi britannici e quelli libici, in modo particolare nel 2003. E' quanto ha chiesto oggi il primo ministro David Cameron parlando alla Camera dei Comuni. Lo studio commissionato dal governo, detto 'Detainee Inquiry', sarà guidato dall'ex giudice in pensione Peter Gibson, e prenderà in esame la condotta dell'intelligence del Regno Unito negli anni successivi agli attacchi dell'11 settembre del 2001. Ci sono accuse considerevoli secondo le quali "durante l'ultimo governo le relazioni fra i servizi di sicurezza libici e quelli britannici sono diventati troppo stretti, in particolare nel 2003", ha detto Cameron.

La questione è venuta alla ribalta venerdì, quando Peter Bouckaert di Human Rights Watch ha trovato alcuni documenti compromettenti nell'edificio dell'intelligence libica a Tripoli. I fascicoli rivelavano inquietanti rapporti di collaborazione fra i servizi libici, la Cia e il Mi6, cioè l'intelligence del Regno Unito. Tra i file scoperti, hanno destato scalpore quelli relativi ad Abdel-Hakim Belhaj, ora comandante dell'esercito dei ribelli. Belhaj, arrestato a Bangkok nel 2004 e poi portato a Tripoli, sostiene che le operazioni per il suo trasferimento siano state condotte dalla Cia e dall'intelligence britannica. Inoltre secondo Belhaj, che ha detto di essere stato torturato in Libia, Cia e Mi6 furono poi coinvolte nei suoi successivi interrogatori.

In una lettera scoperta a Tripoli e datata 24 dicembre 2003 un funzionario britannico ringrazia l'allora capo dei servizi del regime libico, Moussa Koussa, per un regalo di "una grande quantità di datteri e arance". Koussa, che è stato anche ministro degli Esteri, ha defezionato lo scorso marzo ed è fuggito nel Regno Unito, dove è stato interrogato per settimane dagli agenti del Mi6. "Personalmente ho avuto rapporti, buoni rapporti, con molti britannici. Abbiamo lavorato insieme contro il terrorismo e abbiamo avuto successo", ha riconosciuto Koussa in una dichiarazione rilasciata ad aprile prima di lasciare il Regno Unito per trasferirsi a Doha, in Qatar.

Un altro documento trovato a Tripoli e di cui Associated Press ha preso visione mostra una corrispondenza del 2004 fra le autorità libiche e quelle degli Stati Uniti per organizzare il trasferimento di Belhaj. Citando quest'ultimo con il suo pseudonimo Abdullah al-Sadiq, nei documenti gli americani comunicano che Belhaj dovrebbe andare in Thailandia con la moglie incinta e che lì loro lo cattureranno. "Abbiamo in programma di prendere la coppia a Bangkok e di piazzarla sul vostro aereo per volare nel vostro Paese", scrivono i servizi Usa a quelli libici. Inoltre gli americani chiedono ai libici di poter aver "accesso ad al-Sadiq a scopo di interrogatorio una volta che sarà in vostra custodia".

Per il premier britannico David Cameron sui rapporti tra Mi6 e intelligence libica va fatta luce e il primo passo della commissione d'inchiesta dovrà essere quello di esaminare le accuse mosse dagli ex detenuti di Guantanamo, che denunciano il Regno Unito di essere stato complice dei maltrattamenti che hanno subìto. L'indagine si concentrerà "sui termini del coinvolgimento o della consapevolezza del governo britannico" a proposito di rendition e in genere trattamento inadeguato dei detenuti. Il deputato Jack Straw, che era segretario degli Esteri nel 2003, ha detto che il governo laburista al quale apparteneva si opponeva a torture e maltrattamenti, ma ha riconosciuto che è giusto che la commissione esamini le accuse che il Regno Unito abbia offerto appoggio a Tripoli.




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