Libia, controffensiva lealisti a Bani Walid, vittime a Sirte

Sirte (Libia), 17 set. (LaPresse/AP) - Dopo che per quasi tutta la giornata a Bani Walid la situazione era rimasta tranquilla, i soldati di Muammar Gheddafi hanno sferrato una dura controffensiva contro i ribelli, costringendoli a combattere in un'avanzata non prevista. Intanto, oggi i ribelli hanno attaccato nuovamente i lealisti a Sirte, città dove è nato Gheddafi e una delle ultime roccaforti delle truppe a lui fedeli. Nei combattimenti sono morti almeno 25 combattenti rivoluzionari e almeno 54 sono rimasti feriti, mentre gli ospedali da campo sono pieni. Sempre oggi, le forze dell'opposizione hanno annunciato di aver raggiunto accordi che prevedono la resa delle tribù delle aree della regione di Harawa, 80 chilometri a est di Sirte, guadagnandosi in tal modo il controllo di una nuova strada per raggiungere Sirte.

In attesa di rinforzi da ovest, a Sirte si combatte e gli ospedali da campo che l'opposizione ha allestito fuori dal centro sono pieni di feriti. Secondo il consiglio militare della città di Misurata i morti tra i ribelli sono almeno 25, i feriti 54. Non è invece noto il numero delle vittime tra i lealisti. I ribelli sono entrati questa mattina in città sostenuti dalla copertura di mitragliatrici pesanti e razzi, ma hanno trovato l'opposizione dei lealisti ben armati. Molti cecchini sono appostati sugli edifici più alti. Qualcuno ha detto di aver visto ieri in città Muatassim Gheddafi, uno dei figli del raìs che sarebbe poi scomparso durante la battaglia. Le condizioni di vita degli abitanti sono sempre più insostenibili: mancano cibo, medicine ed elettricità, racconta Nouri Abu Bakr, insegnante 42enne in fuga dalla città. "Gheddafi - aggiunge - ha dato armi a tutti, ma quelli che combattono sono le sue brigate dei fedelissimi". E oggi una radio locale pro-Gheddafi della città ha ripetutamente trasmesso un messaggio attribuito al raìs. "Dovete resistere con coraggio - recita il messaggio -. Dovete buttarli fuori da Sirte. Se entrano in città, stupreranno le donne". La voce sembra quella di Gheddafi, ma la sua autenticità non è certa.

Dopo esser stati respinti ieri, a Bani Walid l'opposizione stava cercando di riorganizzarsi quando ha subito un duro attacco da parte dei fedeli al colonnello. All'entrata nord della città i cecchini non hanno dato tregue, così come i colpi di mortaio, spingendo i ribelli a un'avanzata non prevista. Lo ha fatto sapere Bilqassim el-Imami, combattente delle forze rivoluzionarie. Un 50enne in fuga con la propria famiglia, Ismail Mohammed, ha descritto le forze di Gheddafi definendole "troppo forti" e parlando di un divario generazionale tra i libici. Ha spiegato che i giovani si impegnano con tutte le proprie forze per la rivoluzione, mentre i più anziani sono scettici sul fatto che questa possa portare stabilità. "I giovani hanno voluto questa rivoluzione, e talvolta gli anziani non riescono a controllare i propri stessi figli", ha detto

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