Libia, avvocato Saif al-Islam: Processo in patria sarà atto vendetta

L'Aia (Olanda), 10 ott. (LaPresse/AP) - La reputazione della Corte penale internazionale (Cpi) sarà danneggiata se il tribunale permetterà alla Libia di processare Saif al-Islam, il figlio di Muammar Gheddafi accusato di crimini contro umanità. Lo ha detto Melinda Taylor, uno degli avvocati di difesa di Saif nominati dalla Cpi, nel secondo giorno di udienza mirata a decidere da chi sarà gestito il caso del figlio dell'ex raìs. Il processo in Libia, ha detto la Taylor, "non sarà motivato dal desiderio di fare giustizia, ma di portare avanti una vendetta". L'anno scorso la Cpi aveva formulato accuse nei confronti di Saif al-Islam, ma quest'ultimo rimane in custodia in Libia. La Corte dell'Aia potrebbe condannare l'uomo a una pena massima dell'ergastolo, mentre il sistema giudiziario libico prevede la pena di morte. Dai documenti presentati alla Corte da avvocati di Saif risulta che lui stesso vuole essere processato dal tribunale internazionale.

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