Libia, assaltata sede Noc a Tripoli. Moavero a Bengasi vede Haftar

Due morti nell'attentato. Il ministro degli esteri italiano in visita dal generale

Un commando ha assaltato la sede della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) a Tripoli, secondo le autorità composto da militanti dello Stato islamico, e due persone sono state uccise. Le Nazioni unite hanno denunciato un attacco "terroristico", inferto alla già fragile tregua che è stata siglata dopo gli scontri che a Tripoli hanno contrapposto vari gruppi armati causando la morte di almeno 63 persone.

Intanto, ad appena 200 chilometri di distanza dalla città dove il premier Fayez al-Serraj guida il Governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto a livello internazionale, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha incontrato il generale. Il loro "colloquio ha rilanciato lo stretto rapporto" tra i due Paesi, ha dichiarato la Farnesina, in "un clima di consolidata fiducia" e con "ampia convergenza per un'intensa cooperazione e sul comune impegno per una Libia unita e stabile".

Quello alla sede della Noc a Tripoli è solo uno dei tanti attacchi che hanno preso di mira il settore petrolifero nazionale, dalla caduta del dittatore Muammar Gheddafi nel 2011, mentre due governi si contendono il controllo in mezzo a una miriade di gruppi armati. Un funzionario della Noc ha dichiarato ad AFP che il gruppo di assalitori con il volto coperto ha attaccato le guardie di sicurezza e il personale è fuggito dalle finestre, mentre si è sentita almeno un'esplosione.

Il personale di sicurezza ha velocemente circondato l'edificio, mentre il presidente Mustafa Sanallah veniva portato in salvo. Il bilancio finale è di due persone uccise, 10 feriti e due kamikaze morti, i cui resti sono stati trovati dentro l'edificio. Il capo della sicurezza di Tripoli, Salah al-Semoui, ha attribuito l'attacco all'Isis, sebbene non ci sia stata rivendicazione ufficiale. La missione Onu in Libia (Unsmil) ha parlato di un "codardo attacco terroristico", chiedendo la fine delle violenze.

Nelle stesse ore, il ministro Moavero ha visto Haftar a Bengasi. Tra gli obiettivi, aveva annunciato la Farnesina poco prima, il "rilancio del dialogo politico inclusivo" promosso dall'Onu, "con tutti gli interlocutori". Mentre Moavero ha sottolineato, secondo la nota successiva all'incontro, che "il percorso politico avviato va portato a termine, in particolare attraverso elezioni ordinate e trasparenti, che si svolgano in condizioni di adeguata sicurezza", Haftar ha detto di "essere pronto a dare il suo contributo per supportare attivamente la sicurezza, la stabilizzazione e il dialogo nel Paese, per il bene di tutti i libici". I due hanno discusso anche di migrazioni, secondo la Farnesina in particolare di come "intensificare la collaborazione in campo umanitario e rafforzare il contrasto al terrorismo e ai trafficanti di ogni tipo, nonché agli sfruttatori di esseri umani".

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