Libia, assassinata a Bengasi avvocatessa attivista per i diritti umani

Il Cairo (Egitto), 26 giu. (LaPresse/AP) - Una delle attiviste per i diritti umani più conosciute in Libia, l'avvocato Salwa Bugaighis, è stata assassinata a Bengasi ieri, nel giorno delle elezioni per scegliere il nuovo Parlamento. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libica Lana, spiegando che la donna è stata raggiunta da un proiettile alla testa ieri sera, alcune dopo avere votato. Dopo l'attacco Bugaighis è stata trasferita in un ospedale di Bengasi, dove è poi morta. In prima linea nella rivolta del 2011 contro Muammar Gheddafi, Salwa Bugaighis è stata anche fra le voci più attive contro l'estremismo islamico.

L'attivista è stata assassinata in casa. Secondo quanto riporta il quotidiano Al-Wasat, la guardia dell'abitazione della donna ha riferito che cinque uomini armati, tutti a volto coperto tranne uno, che prima hanno avere chiesto del figlio di Bugaighis, Wael, poi hanno sparato alla guardia a una gamba e infine hanno fatto irruzione nella casa, da cui si sono sentiti degli spari. Non è chiaro chi siano questi uomini, ma recentemente le milizie radicali islamiche a Bengasi sono state ritenute responsabili di frequenti omicidi di attivisti, giudici, religiosi moderati, poliziotti e soldati. Stando ai media locali, dopo l'assalto alla casa risulta disperso il marito di Bugaighis, che pare si trovasse all'interno. Negli otto mesi di guerra civile contro Gheddafi, Salwa Bugaighis è stata membro del Consiglio nazionale di transizione (Cns), l'organo di leadership politica dei ribelli. Da allora è stata poi vice capo della commissione per il dialoco nazionale, che sta provando a lavorare per una riconciliazione tra fazioni, tribù e comunità rivali all'interno del Paese.

Poco prima dell'assalto la donna aveva rilasciato un'intervista alla tv Al-Nabaa, mentre erano in corso bombardamenti nel suo quartiere. In quell'occasione aveva invitato i cittadini a recarsi alle urne, dicendo che sperava in un nuovo Parlamento senza la predominanza degli islamisti come nel Parlamento attuale. "Dal vostro network invito le persone di Bengasi a essere decisi e pazienti perché le elezioni si devono compiere", aveva detto, raccontando che vicino al suo quartiere erano in corso combattimenti che erano cominciati quando i militanti avevano attaccato dei soldati dispiegati vicino ai seggi. "Queste sono persone che vogliono far saltare le elezioni", aveva detto prima che la conversazione si interrompesse con il rumore di spari.

In passato Salwa Bugaighis era fuggita con la sua famiglia in Giordania a causa delle minacce di morte ricevute. Il figlio, Wael, era sopravvissuto quest'anno a un tentativo di rapimento. Un amico racconta che recentemente lei e il marito erano tornati a Tripoli mentre i due figli, compreso Wael, erano rimasti in Giordania. Sotto il governo di Gheddafi, in quanto avvocato, Salwa Bugaighis aveva rappresentato le famiglie dei prigionieri nella nota prigione Abu Selim di Tripoli, spingendo il governo a dire la verità su quanto fosse accaduto ai 1.200 prigionieri scomparsi, la maggior parte islamisti di Bengasi. Il suo omicidio ha sconvolto la comunità di attivisti, politici e diplomatici: "Tutti i sostenitori della verità sono minacciati", ha detto Hassan al-Amin, altro noto attivista ed ex capo della commissione diritti umani in Parlamento, che è fuggito all'estero dopo avere ricevuto minacce di morte.

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