Libia al voto per eleggere il Parlamento

Tripoli (Libia), 7 lug. (LaPresse/AP) - Alle 8 si sono aperte le urne in Libia per le prime elezioni parlamentari dalla caduta di Muammar Gheddafi. I seggi si sono chiusi alle 20 e i risultati sono attesi tra circa una settimana. Il voto, prima occasione di consultazione popolare dalla caduta del regime quarantennale di Gheddafi, si tiene tuttavia in un clima molto teso, minato da rivalità regionali, appelli al boicottaggio e timori di violenze.

Le principali minacce vengono dalle milizie dell'est, che contestano la distribuzione dei seggi da assegnare al Parlamento (100 per Tripoli e l'ovest del Paese; 60 per Bengasi e l'est; 40 per il sudovest), considerata non equa. Anche a questo sono legati l'attacco condotto ieri contro un elicottero che trasportava materiali elettorali sopra l'aeroporto di Benina, nei pressi di Bengasi, che ha provocato la morte di un membro della commissione elettorale, così come la chiusura di tre raffinerie di petrolio nell'est e l'assalto contro uffici locali della commissione elettorale. Questa mattina disordini si sono registrati nella città orientale Ajdabiya, dove i manistanti hanno dato fuoco a 14 dei 19 seggi. Lo riferisce l'ex comandante ribelle dell'area, Ibrahim Fayed.

Eppure, nonostante i timori, già un'ora prima dell'apertura dei seggi, si sono registrate file a Tripoli per votare e scene di giubilo tra gli elettori. Un gran numero di poliziotti e soldati è stato dispiegato per l'occasione. Gli aventi diritto di voto in Libia sono 3,3 milioni, dei quai se ne sono registrati per l'occasione 2,9 milioni (non hanno diritto di voto gli ex funzionari del regime di Gheddafi). I candidati sono 3.700 tra cui 585 donne. A contendersi i posti in Parlamento saranno principalmente il partito Giustizia e costruzione, legato ai Fratelli musulmani, il partito salafita al-Watan, il partito laico dell'Alleanza delle forze nazionali, il Fronte nazionale, all'opposizione già ai tempi di Gheddafi, e il Partito nazionale centrista dell'ex ministro delle Finanze Ali Tarhouni.

Se tutto andrà secondo programma, dopo le elezioni la nuova Assemblea avrà trenta giorni di tempo per nominare il governo. Quindi si terranno un voto per eleggere l'assemblea costituente (composta da 60 membri), e un conseguente referendum per approvare la carta costituzionale. Nuove elezioni parlamentari sono previste per il 2013.

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