Libera il capezzolo, battaglia femminista vs discriminazioni
Città e social censurano i seni femminili, il Nyt racconta in un video la campagna, appoggiata da star come Miley Cyrus

"Metà della popolazione ha le tette, e tutti quanti hanno succhiato un capezzolo almeno una volta nella vita. Non capisco quale sia il problema". Così un'attivista introduce la battaglia femminista 'free the nipple' raccontata in un video del New York Times.

Nel 2015 la frase "libera il capezzolo" ha invaso i social network. Una frase per nulla frivola ma simbolo di una lotta per l'uguaglianza e contro le discriminazione. Ma perché tanta eco? Se lo chiede l'autorevole quotidiano statunitense che ha incontrato le attiviste di Outdoor Co-Ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society. Molto abitanti di New York non sanno che il topless femminile è legale nella Grande Mela dal 1992. Fu una conquista civile, grazie all'iniziativa di Ramona Santorelli che accusò le leggi sul nudismo di essere anticostituzionali perché riguardavano solo i capezzoli femminili (e non maschili). I giudici le diedero ragione.

Ma negli ultimi anni agenti di polizia, spesso all'insaputa della legge, hanno arrestato donne che esponevano i propri capezzoli, come le attiviste della campagna Free the nipple. In altri Stati le leggi sono ancora ambigue. Nel New Hampshire vorrebbero vietare l'esposizione dei capezzoli femminili per legge. Nel 2015 a Times Square un gruppo di donne in topless ha deciso di esercitare i propri diritti attirando l'attenzione planetaria dei media, nonché le critiche del sindaco Bill De Blasio.

I capezzoli sono ancora censurati sui social network come Instagram e Facebook. Per aggirare il divieto le attiviste hanno sostituito i propri capezzoli con quelli maschili attraverso i programmi di fotoritocco. Secondo le attiviste, "la società ha smarrito il senso della naturale funzione del seno", ovvero l'allattamento. L'obiettivo ultimo delle donne che lottano per l'uguaglianza è che prima o poi "non ci sia nessuna reazione davanti a un capezzolo nudo".

Molte celebrità hanno appoggiato la campagna come Miley Cyrus e l'attrice Caitlin Stasey che tuttora nei social pubblica selfie contro la censura.

 

 

 

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Una foto pubblicata da Baby Lady (@caitlinjstasey) in data:

 

 

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