Libano, capo intelligence polizia ucciso da esplosione a Beirut

Beirut (Libano), 19 ott. (LaPresse/AP) - Una autobomba è esplosa a Beirut, in Libano, provocando almeno otto morti, tra cui il capo dei servizi di intelligence della polizia libanese, il generale Wissam al-Hassan. Secondo le autorità e la Croce rossa i feriti sarebbero 61, di cui 20 in condizioni critiche. Un alto ufficiale di polizia, con la condizione dell'anonimato, ha spiegato che si ritiene il generale ucciso fosse l'obiettivo dell'attentato, che ha avuto come bersaglio il convoglio di auto su cui questi viaggiava.

Un giornalista di Associated Press sul posto ha visto ambulanze che portavano via i feriti e danni consistenti a numerosi edifici procurati dalla bomba, esplosa nel quartiere cristiano di Achrafieh. Tra i feriti c'era una bambina, che aveva ferite alla testa. In Libano c'è stato un aumento degli scontri e delle tensioni negli ultimi mesi per via della guerra civile nella vicina Siria. Inizialmente, l'attentato è stato ricondotto a queste motivazioni, anche perché l'autobomba è esplosa vicino alle sedi di due gruppi anti siriani, il partito cristiano della Falange e dell'Alleanza 14 marzo. L'esponente del primo blocco, Sejaan Azzi, aveva detto di ritenere che gli uffici del suo partito fossero l'obiettivo dell'attacco. "Come potrei pensare diversamente?", aveva commentato.

Il ministro della Salute libanese, poco dopo l'esplosione, aveva chiamato gli ospedali della zona per chiedere loro di accogliere tutti i feriti che sarebbero arrivati a chiedere soccorso. Aveva definito sin da subito lo scoppio un "attentato terroristico". Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha condannato i fatti definendoli "un vile gesto di violenza che merita la più ferma condanna". Ha proseguito: "L'Italia manifesta piena solidarietà al governo libanese e continuerà nel suo convinto impegno a tutela sia dell'indipendenza, dell'unità e della democrazia del Paese, che della sua stabilità e sicurezza".

Dichiarazioni di condanna sono arrivate anche dalla Siria e dal movimento sciita libanese Hezbollah. Il ministro dell'informazione di Damasco, Omran al-Zouebi, ha infatti detto che l'attentato è statao un attacco "terroristico e codardo". Hezbollah ha invece espresso il suo "stato di enorme shock per questo terribile crimine terroristico", chiesto alle autorità di dare la caccia agli autori e a tutte le forze politiche in Libano di lavorare contro "ogni cospiratore contro la sicurezza, la vita, la sicurezza della nazione".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata