LA TESTIMONIANZA L'attivista: Il massacro aumenta il consenso di Hamas

Gaza (Striscia di Gaza), 20 lug. (LaPresse) - "Dopo l'Iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno quotidiano del mese di Ramadan, Hounoud Abu Jarad ha fatto il bagno ai bambini, due maschi di 2 e 4 anni, e la bambina, Noor, di 6, e li ha messi a letto. Neanche il tempo di chiudere gli occhi e i missili hanno iniziato a colpire la casa. Il primo ha ucciso diversi suoi parenti: tre cognati e una sua cugina con le due figlie, una di 7 mesi e l'altra di 2 anni e mezzo, e un altro parente di 22 anni con suo figlio di 2 anni. Allora Hounoud è corsa a vedere se i suoi figli fossero salvi e ha scoperto che erano stati raggiunti da un'esplosione in giardino, ma erano vivi. Tirati fuori dalle macerie, i due più piccoli stavano relativamente bene, mentre Noor aveva schegge nella schiena, nelle gambe, e in testa, e una ustione al piede destro". E' uno dei racconti raccolti da Julie Webb, attivista e blogger neozelandese di 60 anni che in questi giorni si trova a Gaza e che pubblica costantemente dettagliate testimonianze dal posto.

Contattata recentemente da LaPresse, ha spiegato di essersi anche offerta, insieme ad altri attivisti internazionali, come scudo umano a difesa dell'ospedale Al Wafa, una struttura di lungodegenza per pazienti non autosufficienti affetti da gravi patologie. Ospedale che negli ultimi giorni è stato evacuato, dopo diversi colpi di avvertimento sparati dai militari israeliani. Quello che sta avvenendo, racconta, è che le vittime non fanno che accrescere la rabbia della popolazione, aumentando il consenso di Hamas. "Sostengo totalmente la resistenza - dice Hounoud -. E' la nostra unica chance di vivere in dignità. Se questa generazione non vincerà, quella successiva continuerà la lotta. Non ci arrenderemo mai dopo quello che ci è successo". Il consenso del presidente palestinese Abu Mazen sembrerebbe in calo. "Abbas - spiega ancora Hounoud - non sta facendo abbastanza per uno Stato palestinese. O viviamo in dignità o moriamo tutti. Le persone sono stanche, ma preghiamo che la resistenza alla fine vinca".




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