La prima notte all'Avana senza Fidel Castro. Cuba in lutto
Notte silenziosa all'Avana senza il 'lider maximo': niente musica e alcol

Era il 25 novembre del 1956 quando lo yacht Granma salpò dal Messico alla volta di Cuba con Fidel Castro a capo di 82 uomini. Era un nuovo tentativo dei rivoluzionari di attaccare le truppe del dittatore cubano Fulgencio Batista. Sessant'anni dopo, proprio il 25 novembre il 'Lider Maximo', l'eroe della rivoluzione cubana, si spegne. Aveva 90 anni.

Oggi si tiene la cremazione che aprirà una fase di commemorazione e di lutto nazionale che durerà nove giorni e che si concluderà con i funerali solenni il 4 dicembre a Santiago di Cuba. Secondo Javier, storico 'habanero', all'indomani delle esequie, la situazione "politica ed economica probabilmente si aprirà. Verrà concesso maggior peso a Raul che potrà prendere decisioni senza timore che il fratello appaia in pubblico per smentirlo o scriva un editoriale su il giornale di partito, Granma".

La notte appena trascorsa, la prima dall'annuncio della morte di Castro, è stata la più silenziosa che L'Avana ricordi negli ultimi anni. Senza musica perché il governo ha imposto, insieme al lutto nazionale di nove giorni in omaggio a Fidel Castro, anche il divieto di spettacoli ed eventi e lo stop alla vendita di alcolici nei locali pubblici. Alcuni bar continuano a servire i tipici mojitos e cuba libre anche in luoghi simbolo della notte della capitale, nel centro storico cittadino, come la Bodeguita del Medio o il Floridita (locali resi famosi dallo scrittore americano Ernest Hemingway). Liberi dal decreto anche alcuni dei cosiddetti 'paladares', i ristoranti a gestione privata che hanno cominciato a espandersi dal 2011 grazie alla riforma sulle privatizzazioni promossa dal presidente Raul Castro. Ma in tutti gli altri caffè e nei ristoranti pubblici il decreto governativo è stato rispettato. "E durerà per tutto il periodo di lutto perchè è morto Fidel, è un evento enorme, storico, e dobbiamo rendergli il miglior omaggio possibile", ha promesso Ernesto, barista di un locale del Mercaderes nel quartiere dell'Avana Vecchia. Fino al 4 dicembre, quando a Santiago si terranno i funerali, solo acqua quindi per i tanti turisti che affollano la capitale e per i giovani della città che la morte del Lider Maximo non ha fermato e che si sono riversati, come ogni sabato sera lungo il Malecon, il lungomare.

In silenzio però. Nessuna band suonava nei locali, nessuna maracas risuonava tra le vie di Avana Vecchia lasciando la città coi soli rumori di fondo dei clacson e della mareggiata che sta colpendo la costa. Delusione per gli amanti del genere alla Meson de la Flota: il tapas bar più frequentato della capitale non ha proposto i consueti spettacoli di flamenco, i 'tablaos', che tanto appassionano i turisti.

Anche la Casa della Musica nel quartiere della Marina, tempio della salsa cubana nella sua espressione più tradizionale, resterà chiusa fino a lunedì 5 dicembre e uno dei jazz club più famosi della capitale, 'La zorra y el cuervo' (La volpe e il corvo), ha deciso di rinunciare ai consueti concerti e alle jam session. Come per un tam tam involontario diffuso tra i tanti cultori dei live, all'ingresso, una tipica cabina telefonica inglese posta al centro di calle 23, non si è formata la lunghissima coda che dalle 22 caratterizza tutte le serate del locale. Si conclude così, in un silenzio irreale e in attesa dell'alba, la prima giornata di Cuba senza 'El Comandante'.
 

 

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