La polizia di New York pronta ad arrestare Weinstein per aggressione sessuale
Indagine su cinque accuse di molestie nei confronti del produttore, uno di questi casi sarebbe particolarmente 'forte'

La polizia di New York è pronta ad arrestare Harvey Weinstein per accuse di violenze sessuali, e per farlo è in attesa dell'assenso del procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance. Ad affermarlo è stata una fonte ufficiale del dipartimento di polizia di New York, che ha parlato a condizione di anonimato con The Daily Beast.

Il produttore hollywoodiano Weinstein è stato accusato di molestie sessuali da decine di donne, in un 'terremoto' che ha scosso il sistema dello spettacolo americano e ha dato il via a un ampio movimento contro gli abusi e le molestie sessuali in tutto il mondo. L'hashtag #MeToo, con cui le donne hanno raccontato gli abusi subiti e spesso taciuti per anni, e il movimento Time's Up, che offre difesa legale alle sopravvissute, sono solo due effetti concreti.

Ma il caso Weinstein è stato anche l'origine di una rinnovata consapevolezza, tanto che c'è chi parla di nuova "rivoluzione femminista". Lo scandalo ha preso il via il 5 ottobre scorso, quando il New York Times ha pubblicato accuse a Weinstein di molestie sessuali da parte di varie donne, tra cui le attrici Rose McGowan e Ashley Judd. Lui ha negato, ma molte altre donne hanno allungato la lista delle accusatrici, tra cui Asia Argento (travolta in Italia da un'ondata di sessismo), Gwyneth Paltrow, Cara Delevingne, Salma Hayek e Angelina Jolie. 

Weinstein a ottobre è scomparso dalla scena pubblica, ritirandosi in una clinica di riabilitazione in Arizona per persone dipendenti da sesso. Secondo i media, la clinica sarebbe stata poi frequentata anche da Kevin Spacey, anche lui travolto da numerose accuse di molestie sessuali. Il 7 marzo il capo dei detective di New York, Robert Boyce, ha dichiarato che la polizia ha raccolto prove significative nell'indagine su Weinstein, aggiungendo che la decisione spetta però al procuratore distrettuale.

Evans ha raccontato al New Yorker: "Ho tentato di sottrarmi a lui, ma forse non abbastanza", "in pratica mi sono arresa: questa è la parte più orribile, ed è il motivo per cui lui ha potuto fare queste cose così a lungo a tante donne. Le persone si arrendono, poi si sentono in colpa" e tacciono. Nel frattempo, prosegue anche la causa contro la compagnia di Weinstein, accusata di "maltrattamenti" delle dipendenti, anche con "molestie sessuali". 

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