La denuncia dell'Unicef: 70 milioni le spose bambine nel mondo
Tra queste 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni

Sono 70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni - circa una su tre - che si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni. Lo rileva l'UNICEF in occasione della I° Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child). L'impegno, sottoscritto da altre organizzazioni, è quello di porre fine ai matrimoni precoci - una violazione dei diritti umani fin troppo diffusa, che ha conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina.

A livello globale, quasi 400 milioni di donne di età compresa tra 20 e 49 anni (oltre il 40%, del totale) si sono sposate in minore età.
"La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze riflette la necessità di mettere al centro dell'agenda dello sviluppo i diritti delle ragazze", ha dichiarato Anju Malhotra, responsabile della sezione Genere e Diritti all'UNICEF. "Le Nazioni Unite e i suoi partner stanno lavorando congiuntamente per mostrare gli incredibili progressi fatti e per evidenziare le sfide in corso".

In India, uno dei Paesi al mondo con il maggior numero di ragazze sposate prima del 18° compleanno, il tasso di matrimoni precoci è diminuito a livello federale e in quasi tutti gli Stati: dal 54% del 1992-1993 si è scesi al 43% del 2007-2008, ma il ritmo del calo è ancora troppo lento. L'UNICEF ha favorito l'approvazione del Child Marriage Prohibition Act del 2006, e da allora ha sostenuto lo sviluppo e l'attuazione di una strategia nazionale sui matrimoni precoci che mira a coordinare i programmi e le politiche per affrontare sia le cause che le conseguenze di questo fenomeno. Lavorando con i singoli Stati della federazione indiana, l'UNICEF ha contribuito a sviluppare Piani di azione nazionali e ha favorito la creazione di "club" di ragazze che sono stati formati sul tema dei diritti dell'infanzia e su come stimolare le comunità locali ad avviare un dialogo sulla fine dei matrimoni precoci.

Le esperienze maturate in Paesi diversi come Bangladesh, Burkina Faso, Gibuti, Etiopia, India, Niger, Senegal e Somalia dimostrano come la combinazione di misure legali e il sostegno alle comunità, la possibilità di fornire valide alternative - in particolare la scolarizzazione - e di discutere apertamente del problema nelle comunità, produce risultati positivi. "Il matrimonio precoce spesso comporta per una ragazza l'abbandono della scuola. Nelle comunità dove tale pratica è diffusa, sposare una bambina è parte di una serie di norme sociali e atteggiamenti che riflettono il basso valore dato ai diritti umani delle bambine" ha aggiunto Anju Malhotra.

L'istruzione è una delle strategie più efficaci per proteggere le bambine dai matrimoni precoci. Quando le ragazze possono continuare a studiare, può verificarsi facilmente anche un cambiamento nei comportamenti che migliora le loro opportunità all'interno della comunità. L'incidenza del fenomeno delle "spose bambine" è diminuita nel corso degli ultimi 30 anni, ma i matrimoni precoci restano diffusi in diverse regioni del mondo, in particolare nelle zone rurali e tra i ceti più poveri.

Alcune spose bambine sono i soggetti più emarginati e vulnerabili della società. Le giovani spose sono spesso costrette a una vita di totale isolamento: allontanate troppo presto dalla famiglia di origine, escluse dall'istruzione, deprivate anche della possibilità di poter andare a scuola e di avere relazioni con i coetanei e con il resto della comunità.

I matrimoni precoci mettono le ragazze a rischio di gravidanze precoci e indesiderate, con conseguenze che possono portare anche alla morte.  Tra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni, i decessi legati alla gravidanza e al parto rappresentano una quota importante della mortalità complessiva: nel mondo, sono circa 50.000 le morti per queste cause ogni anno.

Inoltre, le ragazze tra i 10 e i 14 anni di età hanno probabilità 5 volte maggiori  - rispetto alle ragazze tra 20 e 24 anni - di morire durante la gravidanza e il parto. "Attraverso gli impegni globali, i movimenti della società civile, la legislazione e le iniziative individuali, le ragazze fioriranno in un ambiente sicuro e produttivo" ha concluso Malhotra. "Dobbiamo accelerare i progressi e dedicare risorse affinché le ragazze possano rivendicare i propri diritti e realizzare il loro pieno potenziale".
 

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