L'inventore Peter Madsen nega di aver ucciso la giornalista Kim Wall
Ha ammesso di aver smembrato il corpo della donna e di averlo gettato in mare, ma sostiene che sia morta per un calo di pressione

Prima udienza del processo all'inventore danese Peter Madsen, accusato di aver ucciso la giornalista svedese Kim Wall. Madsen, nella prima udienza, ha dichiarato che la reporter è morta a causa di un improvviso calo di pressione nel suo sottomarino e di fumi tossici nell'imbarcazione. L'inventore ha negato l'accusa di omicidio, affermando che la donna sia morta accidentalmente mentre era dentro il sommergibile, e che lui si trovava invece sul ponte. L'inventore ha anche detto che un affetto di pressione a vuoto ha fatto si che lui non riuscisse ad aprire il portello di accesso per far uscire i fumi tossici. "Ho tentato di spiegare a Kim attraverso il portellone come fermare i motori necessari, per 5-10 minuti ho tentato di raggiungerla", ha aggiunto.

"Quando alla fine sono riuscito ad aprire, una nube calda mi ha colpito in faccia. L'ho trovata senza vita, riversa sul pavimento, mi sono accovacciato per tentare di svegliarla, schiaffeggiandole le guance", ha raccontato l'inventore. Poi, secondo la sua versione, ha navigato per un po', pensando di suicidarsi, e infine ha deciso di dormire per un paio d'ore a fianco del cadavere. L'inventore è stato arrestato l'11 agosto, dopo che è stato recuperato in mare dal sottomarino che affondava, secondo la procura per un sabotaggio deliberato da parte dell'uomo. Ha poi ammesso di aver smembrato il corpo della donna e di averlo gettato in mare, negando invece di averla uccisa.

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