L'esercito birmano ammette ruolo nel massacro dei Rohingya
Dichiarata anche l'esistenza di fosse comuni nello Stato di Rakhine

L'esercito birmano ha ammesso per la prima volta il proprio coinvolgimento nel massacro di dieci membri della minoranza musulmana Rohingya e l'esistenza di fosse comuni nello Stato di Rakhine. "Degli abitanti del villaggio di Inn Din e dei membri delle forze di sicurezza hanno ammesso di aver ucciso dieci terroristi bengalesi", ha scritto un responsabile dell'esercito, facendo riferimento a fatti del 2 settembre scorso. Il suo messaggio definisce i membri della minoranza con il termine dispregiativo spesso usato nei loro confronti.

I Rohingya sono vittime di una campagna di repressione tale, da parte dell'esercito birmano, che l'Onu ha evocato un'operazione di pulizia etnica. Stando all'ultimo bilancio fornito dalle Nazioni unite, sono oltre 300mila i Rohingya arrivati in Bangladesh per fuggire dalle violenze. La fuga in massa è cominciata lo scorso 25 agosto, dopo l'attacco di un gruppo di insorti di questa comunità nello Stato di Rakhine, nel nordovest del paese. 

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