Khashoggi, per i media turchi è stato fatto a pezzi quando era ancora vivo

Il quotidiano Yeni Safak racconta di essere entrato in possesso di una registrazione degli ultimi momenti di vita del giornalista saudita scomparso il 2 ottobre. Rimosso il console al-Otaibi. Dopo Riyad, Pompeo va ad Ankara: possibile incontro con Erdogan sul caso

Il giornalista saudita Jamal Khashoggi sarebbe stato torturato, decapitato e fatto a pezzi all'interno del consolato saudita di Istanbul. Lo riporta il quotidiano turco Yeni Safak che racconta di essere entrato in possesso di una registrazione degli ultimi momenti di vita dell'editorialista del Washington Post. Secondo il quotidiano, Khashoggi è stato torturato nel corso dell'interrogatorio, nel quale gli sarebbero state amputate le dita da parte di agenti sauditi. In seguito sarebbe stato decapitato.
In uno degli audio, spiega il giornale, si sentirebbe il console saudita in Turchia, Mohammad al-Otaibi, che ieri ha fatto ritorno a Riyad, dire a chi interrogava il giornalista: "Fatelo altrove fuori o avrò problemi". "Stai zitto se vuoi restare vivo quando tornerai in Arabia Saudita", avrebbe risposto al console uno di coloro che stava conducendo l'interrogatorio. Proprio il diplomatico, stando a quanto riportato dal giornale saudita Sabq, è stato rimosso dall'incarico e sarà indagato. Sabq non precisa per quali violazioni il console sia indagato.

Secondo il sito Middle East Eye (MEE), che cita una fonte turca che ha ascoltato per intero le registrazioni relative agli ultimi momenti in vita di Khashoggi, il giornalista sarebbe morto dopo sette minuti. Stando alla ricostruzione del giornale, il giornalista è stato trascinato dall'ufficio del console nel suo studio accanto e urla sarebbero state udite da un testimone al piano di sotto. "Il console è stato portato fuori dalla stanza. Non c'è stato alcun tentativo di interrogarlo. Erano venuti per ucciderlo", dice la fonte a MEE, spiegando che le urla si sono fermate quando a Khashoggi è stata iniettata una sostanza. Sempre secondo la fonte turca sarebbe stato il capo dell'unità forense giunta dall'Arabia Saudita, Salah Muhammad al-Tubaigy, a tagliare il corpo del reporter, e avrebbe cominciato l'operazione quando Khashoggi era ancora vivo. "Quando faccio questo lavoro ascolto la musica. Dovreste farlo anche voi", si sente dire Tubaigy nella registrazione, secondo quanto ha riferito la fonte a MEE.

Nel frattempo il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, è arrivato ad per un incontro le autorità turche sulla scomparsa del giornalista avvenuta il 2 ottobre scorso dopo essere entrato nel consolato saudita di Istanbul. Pompeo, che martedì ha avuto colloqui in Arabia Saudita sul caso, è atterrato all'aeroporto di Esenboga, dove dovrebbe incontrare il presidente Recep Tayyip Erdogan.

Secondo quanto affermato da Pompeo, le autorità saudite hanno promesso che nessuno verrà escluso dalle indagini. "Non hanno fatto nessuna eccezione per coloro che possono ritenere responsabili", ha assicurato il segretario di Stato, rispondendo a una domanda sulla possibilità che un membro della famiglia reale saudita possa essere chiamato a rispondere del suo coinvolgimento.

"Capiscono l'importanza di questo problema, sono determinati ad andare fino in fondo" nelle loro indagini, ha spiegato ancora il capo della diplomazia americana. "Vedremo tutti i risultati e abbiamo assunto l'impegno di mostrarli al mondo".
 

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