Giornalisti 'guardiani' persona dell'anno di Time, fra loro Khashoggi

Assieme al reporter ucciso nel consolato saudita a Istanbul ci sono la Capital Gazette, Maria Ressa, Wa Lone e Kyaw Soe Oo

Time Magazine ha scelto. Il titolo di 'persona dell'anno' per il 2018 va ai giornalisti 'guardiani' che portano avanti una guerra per la verità. Si tratta di quattro giornalisti e un quotidiano: il reporter saudita Jamal Khashoggi, ucciso lo scorso 2 ottobre nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul; la redazione di Capital Gazette ad Annapolis, colpita da un attacco il 28 giugno, nonché la giornalista filippina Maria Ressa, nota per le inchieste sull'operato di Rodrigo Duterte; e i giornalisti di Reuters condannati a sette anni di carcere in Birmania per avere documentato le violenze contro la minoranza Rohingya, Wa Lone e Kyaw Soe Oo.

I giornalisti guardiani - recita la motivazione del Time - sono stati scelti "per avere assunto grandi rischi nel perseguire verità più grandi, per l'imperfetta ma essenziale ricerca dei fatti, per far sentire la propria voce e dire la propria". Il magazine ricorda come al 10 dicembre sono almeno 52 i reporter che risultano uccisi nel 2018. "Mentre studiavamo le scelte possibili, ci è parso chiaro che la manipolazione della verità e il suo capovolgimento siano stati caratteristiche comuni di molti grandi temi dell'anno, dalla Russia a Riyad passando per la Silicon Valley", ha spiegato sulla Nbc il caporedattore del Time, Edward Felsenthal. Solo qualche minuto dopo l'annuncio, Donald Trump ha twittato di nuovo sui media, accusandoli di diffondere fake news sulla designazione del prossimo capo di Gabinetto della Casa Bianca.

La figura dei giornalisti ha avuto la meglio su Donald Trump, già persona dell'anno 2016, che i bookmaker davano per favorito anche quest'anno. Trump si è piazzato al secondo posto nella graduatoria della rivista, seguito al terzo posto dal superprocuratore per il Russiagate Robert Mueller.

È la prima volta che dei giornalisti vengono scelti come persona dell'anno dal Time ed è anche la prima volta che una persona morta viene scelta come personalità più significativa. D'altra parte "è raro che l'influenza di una persona cresca in modo così immensamente dopo la morte", scrive la rivista. Visto che quest'anno il titolo di 'persona dell'anno 2018' è condiviso, Time ha deciso di pubblicare quattro prime pagine diverse, una copertina per ogni giornalista o squadra di giornalisti.

È la seconda volta consecutiva che il Time sceglie un gruppo e non una sola persona. L'anno scorso aveva individuato come persona dell'anno chi ha "rotto il silenzio" contro le molestie sessuali con il movimento #MeToo scatenando una serie di accuse contro gli uomini di potere nel mondo. Nel 2016, invece, Time aveva incoronato persona dell'anno Trump, indicandolo come "presidente degli Stati divisi d'America", per la sua "rivoluzione" contro l'establishment e la sua crescente influenza sulla situazione mondiale. Nel 2015 il magazine aveva scelto la cancelliera tedesca Angela Merkel, per la sua gestione della crisi europea, per l'accoglienza offerta dalla Germania ai rifugiati nel pieno della crisi dei migranti e per avere "fornito una guida morale inalterabile in un mondo in cui essa scarseggia". Negli ultimi anni il titolo è andato anche a papa Francesco nel 2013, a Barack Obama nel 2012, al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg nel 2010, nonché alla figura del 'manifestante' nel 2011, in riferimento alle Primavere arabe. Time iniziò nel 1927 a nominare 'l'uomo dell'anno', e dal 1999 sceglie in modo più neutro la 'persona dell'anno'.

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