Kerry atteso in Medioriente, è il suo 9° viaggio del 2013 per pace

Washington (Usa), 12 dic. (LaPresse/AP) - Il segretario di Stato Usa John Kerry è in volo verso il Medioriente. Si tratta del suo nono viaggio diplomatico nella regione quest'anno per proseguire gli sforzi mirati ad arrivare a un accordo di pace fra israeliani e palestinesi entro la primavera. L'aereo di Kerry atterrerà a Tel Aviv e l'arrivo è previsto alle 17.50 ora locale, le 16.50 in Italia. Fra oggi e domani, in un nuovo capitolo di quella che è stata soprannominata 'shuttle diplomacy', Kerry farà nuovamente la spola fra Gerusalemme e Ramallah e incontrerà a porte chiuse prima il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e poi il presidente palestinese, Mahmoud Abbas.

Negli incontri previsti per oggi e domani, Kerry si baserà su un accordo per la sicurezza della Cisgiordania presentato nel corso dei colloqui di lunedì. "Si tratta di discussioni ancora in corso", ha detto ieri la portavoce del dipartimento di Stato Jen Psaki, due giorni dopo alcuni incontri avvenuti a Washington. "Di certo ci aspettiamo che si parli della sicurezza oltre che di altri argomenti", ha aggiunto. La scorsa settimana Kerry ha presentato un nuovo piano di sicurezza ad Abbas e a Netanyahu, che include provvedimenti per la definizione del confine fra la Giordania e un eventuale Stato della Palestina. In base al piano, riferiscono fonti palestinesi rimaste anonime, Israele avrà la parola definitiva su quel confine per almeno 10 anni e avrà inoltre una presenza militare nella striscia di terra che sorge nelle vicinanze, la valle del Giordano. Il controllo sul confine da parte di Israele rientra nel piano perché lo Stato ebraico teme che, in sua assenza, armi e militanti possano entrare nella futura Palestina. Abbas ha detto di essere disposto ad accettare la presenza di una forza di sicurezza sul confine, ma non se composta da truppe israeliane.

Lunedì Kerry, insieme con l'inviato di pace Usa in Medioriente Martin Indyk, ha incontrato a Washington prima separatamente e poi insieme la negoziatrice israeliana Tzipi Livni e il suo omologo palestinese Saeb Erekat. I due erano negli Stati Uniti per una conferenza sul Medioriente a cui hanno partecipato anche il presidente Usa Barack Obama, Netanyahu e lo stesso Kerry. Lunedì un assistente di Abbas, Yasser Abed Rabbo, ha però criticato gli sforzi degli Usa nel processo di pace, affermando che Kerry non sta tenendo fede alla promessa di cercare di negoziare un accordo finale nell'attuale serie di colloqui. Con un accordo non definitivo i palestinesi temono di ritrovarsi solo con vaghe promesse, mentre a Israele verrebbero riconosciute richieste sulla sicurezza molto specifiche. Gli Usa, ha precisato il dipartimento di Stato, restano concentrati sul raggiungimento di un accordo finale, sebbene vari ufficiali abbiano dichiarato che per arrivare a un patto comprensivo potrebbero essere necessarie più di una fase.

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