Kenya, nuove prove: Polizia è responsabile di esecuzioni sommarie

Nairobi (Kenya), 5 dic. (LaPresse/AP) - Una indagine di Associated Press ha portato alla luce nuove prove del fatto che molti poliziotti del Kenya uccidono sospetti terroristi disarmati e bambini, otre a ricattare ed estorcedere denaro. Mentre è noto da tempo che squadre della morte agiscono in Kenya, AP ha intervistato vittime, poliziotti, avvocati, attivisti e analisti, scoprendo che gran parte delle violenze è commessa da agenti di polizia. Inoltre, dalle indagini risulta che questi non sono quasi mai puniti per le loro azioni. "Il quadro che emerge è di assoluta impunità", afferma Leslie Lefkow, vice direttrice della divisione africana di Human Rights Watch. Ha aggiunto di temere che la situazione delle esecuzioni sommarie sia destinata a peggiorare.

AP ha intervistato sei familiari di vittime, che sarebbero scomparse o sarebbero state trovate morte dopo essere state prese in custodia dalla polizia. Tra le storie raccolte c'è quella di una 14enne uccisa a colpi d'arma da fauoco durante un raid fallito, del cui corpo gli agenti volevano sbarazzarsi gettandolo in una foresta. Inoltre, quella di due sopravvissuti a una sparatoria a Nairobi, in cui un terzo uomo è stato ucciso dalla polizia che non era riuscita a ottenere una mazzetta. "Gli omicidi illegali sono la norma, non l'eccezione", spiega Eric Thuo, specialista forense dell'organizzazione umanitaria indipendente Medico-Legal Unit.

Thuo ha analizzato i documenti su 1.873 morti causate da armi da fuoco, in sei aree urbane tra 2009 e 2014. Ha rilevato che la polizia è coinvolta in circa due terzi di queste morti, in gran parte con il sospetto di omicidio. Tre alti ufficiali di polizia hanno confermato ad AP che le esecuzioni sommarie sono comuni. Spiegano anche che i vertici delle forze dell'ordine ne sono consapevoli e che in alcuni casi l'ordine di uccidere arriva proprio da loro.

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