Kenya, dottoressa italiana uccisa: feriti altri tre connazionali

Roma, 29 nov. (LaPresse) - Una dottoressa italiana, la 51enne Rita Fossaceca, è stata uccisa in Kenya, pare in seguito a una rapina nella casa quale si trovava, a Watamu. La Farnesina fa sapere che altri tre connazionali sono rimasti feriti. Fossaceca era una radiologa, originaria di Chieti e responsabile della struttura complessa di radiologia dell'ospedale Maggiore di Novara. Da anni ormai collaborava con l'associazione umanitaria internazionale ForLife Onlus, per la quale si trovava in Kenya.

"Rita era una donna dal cuore enorme, bravissima nel suo lavoro. Quella di Rita è una perdita enorme. Siamo tutti distrutti". Ricordano così Rita Fossaceca i colleghi del reparto di Radiologia dell'ospedale Maggiore di Novara. "Per noi è una perdita enorme, umanamente e professionalmente - afferma Alessandro Stecco, medico radiologo -. Ho lavorato tutti i giorni con Rita negli ultimi 12 anni, l'ho conosciuta come collega con un cuore enorme, bravissima nel suo lavoro. E metteva tanto tanto impegno per i bambini orfani africani, con i quali passava tutte le ferie. Era infatti proprio lì che si trovava, occupata in progetti umanitari di assistenza a scuole e villaggi che non hanno niente. Non ho parole, provo solo un dolore enorme. È una perdita incommensurabile per Novara, per i colleghi e amici, per tutti. Ci è stata portata via di colpo, senza motivo, mentre stava facendo del bene".

Il medico si trovava da un paio di settimane in Kenya, dove l'associazione sostiene l'orfanotrofio di Mijomboni, che ospita una ventina di bambini. Non era la sua prima esperienza da volontaria in Africa. "Hai fatto tanto bene in Kenya, Malindi, Watamu", scrive Jacie Kim, un'amica, sul profilo Facebook della vittima appena appresa la notizia della sua morte. Come lei sono decine le persone che questa mattina hanno scritto sulla bacheca per ricordare la dottoressa. Sul sito di Forlife, Rita Fossaceca teneva anche un diario. Serviva per aggiornare i volontari sulle attività dalla missione di Mijomboni, giorno dopo giorno. "Dopo una serie di giri nelle fattorie, valutazioni delle spese e dei possibili guadagni, oggi abbiamo acquistato la mucca - scriveva il 25 novembre -. L'abbiamo trovata grazie alla collaborazione di un nostro conoscente nel villaggio di Roca. L'acquisto è stato possibile grazie a libere donazioni fatte da nostri amici, Eduardo e Maria Carmela , Angelo e Teresa, Marco e Daniela". E ancora: "Subito mi sono scontrata con la non completa affidabilità degli operatori del settore e mi sono ritrovata senza telefono, linea, internet e soprattutto con un reset completo dei dati. Bene, nulla accade per caso si ricomincia... Subito abbiamo montato la macchina e per fortuna l'ecografo funziona perfettamente - si legge-. Possiamo solo darvi buone notizie riguardo al villaggio. Prima di tutto i bambini stanno tutti bene".


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